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“Come è possibile progettare un ponte in un’area archeologica?”

L’associazione Severiana: “Il ritrovamentio ha confermato le nostre ipotesi”

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Il Faro on line – “Si sono dunque rivelate vere le nostre affermazioni di un mese fa che la Soprintendenza, in maniera azzardata, aveva provato a smentire”.
E’ quanto affermano dall’associazione culturale Severiana in merito alla coperta di una nave romana all’Isola Sacra durante i sondaggi preventivi per la realizzazione del Ponte della Scafa.
“L’annuncio del ritrovamento è stato dato con tanto di patatine e spumante alla presenza del Ministro dei Beni Culturali, Giancarlo Galan e del sovrintendente archeologico di Roma e Ostia Antica, Anna Maria Moretti. Ci domandiamo da 3 mesi a questa parte, come sia possibile progettare un ponte che costa 25 milioni di euro impiantato nel pieno di un’area archeologica. Un ponte, tra le altre cose, il cui progetto iniziale (di soli 5 milioni di euro) è stato cambiato proprio per ‘salvaguardare l’area archeologica’. Un ponte sul Tevere che poi non risolverà il problema del traffico perché invece ne servirebbe uno a metà strada tra l’attuale che andrà a sostituire e quello del Raccordo Anulare”.
“In compenso, nel silenzio assordante della Soprintendenza e della stampa, riusciamo, come associazione, a tenere alta l’attenzione su uno dei punti archeologicamente più interessanti del litorale. Qui si stano portando alla luce i resti romani delle banchine portuali a mare, nonché migliaia di anfore rotte e sbeccate, ma anche navi affondate e ben conservate nel terreno argilloso e strutture alto-medievali scambiate per ‘moderne’. Tutto questo non può essere sacrificato per un’opera che, così come progettata, non servirà a nulla se non a svuotare le tasche dei cittadini. Dopo questo ritrovamento, che conforta la nostra tesi (unica voce critica da mesi), i sondaggi preventivi dovranno proseguire almeno fino a settembre per indagare se esistono altre navi sullo stesso allineamento. Intanto, anche sul lato di Ostia, i sondaggi procedono con continui ritrovamenti, a riprova che il raddoppio del Ponte della Scafa, così come ri-progettato, è in mano a persone che non conoscono e non amano questo territorio”.

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