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“Il Bilancio? una sinfonia di tranquillanti rassicurazioni”

Calicchio (Pd): ““Il dato emergente è l’assoluto annichilimento del confronto politico"

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Il Faro on line – “Il nuovo bilancio? Una sinfonia di tranquillanti rassicurazioni, ma all’atto pratico, al netto delle dichiarazioni di facciata del sindaco, troviamo solo una serie indiscriminata di tagli e una qualità dei servizi sempre più scadente, della quale dobbiamo ringraziare non solo Canapini ma anche il trio Berlusconi-Bossi-Tremonti, che con le sue politiche irresponsabili anti-italiane sta affossando il Paese”. È il commento del consigliere comunale del Pd, Paolo Calicchio, all’indomani  dell’approvazione del bilancio 2011.
“Il dato emergente è l’assoluto annichilimento del confronto politico, non solo verso l’opposizione a cui è stato impedito di discutere i propri emendamenti, ma anche nei confronti di alcuni esponenti interni, vedi i consiglieri del Pdl Paolini e Marino, usciti dall’aula indispettiti dai tagli che hanno reso poco ricca la loro porzione. Il dato economico invece il fallimento del federalismo fiscale, che non ha fatto altro che bloccare i fondi Governativi, con un buco per le casse comunali di 4.4 milioni di euro e una contrazione della spesa corrente di quasi 5 milioni”.
Calicchio ha battuto nuovamente sull’alta incidenza della spesa corrente sul bilancio comunale: “Continuo ad additare come inappropriata non tanto la scelta di stabilizzare i precari, che per legge avevano diritto ad un lavoro stabile; quanto invece l’assunzione definitiva di molte unità, anche per concorso pubblico, che adesso gravano sia sulla spese corrente, sia sulla spesa vincolata del personale, per circa 4 milioni di euro. Parliamo di una macchina amministrativa che solo di personale e impiegati e dirigenti conta 554 persone, un dipendente ogni 120 cittadini,  con una spesa pro capite di circa 280 euro l’anno”.
Secondo il consigliere comunale del Pd, l’amministrazione ha il dovere di “adoperarsi per una vera razionalizzazione della macchina amministrativa; diminuire tutte le spese superflue e non scalfirle per evitare di offendere qualcuno; far lavorare la macchina impiegatizia con armonia e motivare i dipendenti per non ricorrere alle collaborazioni esterne; cercare il tesoro dove c’è, se c’è, e non delegare qualcun altro per la nostra ricerca”. “Non bastano – spiega – il taglio alle spese delle commissioni; il taglio del budget della spesa per i gruppi politici; bisogna fare di più: evitare gli sprechi e affondare la lama dei tagli semmai dove fa meno male. Ma non sulla scuola, sulla cultura o nel sociale”.
“Siamo preoccupati – continua – per la situazione delle scuole e della scuola pubblica; per la scarsità dell’offerta culturale; per l’impoverimento quotidiano del potere culturale e dell’autonomia economica delle scuole; per la carente offerta di posti nelle scuole, mentre la popolazione cittadina è in aumento. Il piano Triennale delle opere che questa amministrazione ha presentato, è una grande sfida in questo senso. Ma non basta pensarle le opere per realizzarle e in maniera molto obiettiva questi 8 anni di governo hanno visto una macchina che è andata molto piano, in questo senso. A parte le opere di viabilità e di sistemazione delle strade, sono pochi gli esempi di opere pubbliche pensati e poi portate a termine. Una maggioranza poco lungimirante che ha costretto la città a fare i conti con la realtà e con  una classe politica locale che, in nessuno schieramento, è ancora riuscita a offrire una prospettiva amministrativa vera e di dare tranquillità alla collettività, pur nei disagi”.

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