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“Un Consiglio a finalità elettorale”

Il consigliere del Pdl Annita Cecchi sul Villaggio della Solidarietà

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Il Faro on line – “Il consiglio comunale sul Villaggio della Solidarietà è stato indecoroso”. La pensa così il consigliere comunale del Pdl Annita Cecchi, che addita le responsabilità di quanto accaduto all’opposizione che ha convocato il consiglio sul tema. “Il consiglio comunale è nato con una richiesta dell’opposizione – spiega la Cecchi – nella cui ottica vi era soltanto l’obiettivo di contrapporre le persone che hanno vere difficoltà quali la casa, il lavoro, i figli, la famiglia. Quello che è peggio e al tempo stesso vergognoso – prosegue – sono le dichiarazioni di qualche consigliere dell’opposizione che, a conclusione dell’ultima seduta, ha affermato l’intenzione di volerne “convocare un altro”. A questo consigliere e a tutta l’opposizione vorrei ricordare come i consigli comunali hanno un costo sia per la convocazione che per lo svolgimento. E’ indecoroso, quindi, sentir dire queste cose quando è plateale che la seduta di ieri è stata soltanto provocatoria e populista. Queste spese, inoltre, improntate alla superficialità, passeranno sotto il vaglio della Corte dei Conti che chiederà ragione a chi ha voluto questo consiglio comunale. Oltretutto – commenta la Cecchi – le spese non sono state controbilanciate da un lavoro istruttorio da parte dell’opposizione per portare in consiglio un atto da votare o un documento allegato che potesse costituire la base della discussione. Niente. Soltanto urla, insulti e tanta demagogia sulle spalle della povera gente. La spiegazione di tutto ciò – conclude – va ora data ai cittadini che nel frattempo vedono diminuire l’aiuto dei Servizi Sociali e che non possiedono le risorse economiche per affrontare le necessità primarie delle loro famiglie. La sinistra, quindi, si è soltanto fatta campagna elettorale con i canali istituzionali, palesando un atteggiamento di sfida vergognoso nei confronti dell’Amministrazione a discapito della povera gente, su una questione tra l’altro sottoposta ad indagine e quindi coperta da segreto istruttorio”.

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