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Omicidio Salera, il killer è il fratello della fidanzata

Uccise un 26enne con un colpo esploso da distanza ravvicinata in via Domenico Baffigo

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Il Faro on line – Si è costituito questa notte. Ed ha confessato di aver ammazzato Marco Salera, il giovane di 26 anni freddato con un colpo di pistola al petto sabato 2 luglio sul pianerottolo al primo piano di un palazzo al civico 45 di via Domenico Baffigo. Autore dell’omicidio è D.D.M., 24 anni, con precedenti penali che era gravemente stato indiziato del delitto.
Il 24enne, pregiudicato come la vittima, è il fratello della fidanzata di Salera. Si era reso irreperibile subito dopo l’agguato mortale. Su di lui, da subito, si era puntata l’attenzione dei carabinieri della compagnia di Ostia che insieme ai militari del nucleo investigativo di via Zambrini hanno condotto le indagini. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, erano circa le 18 quando il killer aveva atteso Salera sul pianerottolo di casa della fidanzata, sparandogli un colpo al torace. L’omicidio era avvenuto in pieno pomeriggio in via Domenico Baffigo, a Nuova Ostia, a poche centinaia di metri da piazza Lorenzo Gasparri dove la vittima abitava. Il morto era un sorvegliato speciale, pluripregiudicato per i reati di furto, spaccio e rapina. A scoprirne il cadavere, secondo la ricostruzione dei carabinieri, era stata la compagna. Vicino al cadavere, era anche stato trovato un coltello da cucina: non è ancora chiaro se il giovane avesse con questo tentato di difendersi dal suo assassino. Per quasi 48 ore gli investigatori hanno ascoltato la fidanzata, i familiari e gli amici della vittima per ricostruire le ultime ore della sua vita, i suoi contatti e i suoi incontri. Ad ucciderlo un unico colpo, esploso quasi con certezza da distanza ravvicinata poiché sul pianerottolo del primo piano (la fidanzata abita al secondo, ndr) non sono stati trovati bossoli. Dopo l’agguato in cui era rimasto vittima Fabio A., 30 anni, il 19 aprile scorso a via delle Triremi, una strada che taglia via Baffigo, non mortale, è allarme sicurezza a Ostia. Il 30enne era stato ferito con un colpo di pistola alla nuca ma non era però morto. Si tratta del ventesimo delitto dall’inizio dell’anno a Roma e provincia.
“Al di là dei cattivi rapporti che intercorrevano tra Di Michele e Salera, il maggiore indicatore del presunto coinvolgimento del giovane sta nel fatto che dopo il ritrovamento del corpo, tutti i prossimi congiunti della vittima e della sua fidanzata si sono resi disponibili. Solo lui aveva il cellulare staccato e non si trovava a casa dove era era stato lasciato dal padre. – Lo dichiara il Capitano Antonio di Florio, del nucleo investigativo del Gruppo di Ostia, al termine della conferenza stampa presso il comando provinciale dei carabinieri di Roma – Pensiamo che Di Michele abbia fatto passare un paio di giorni e poi si sia costituito spontaneamente a Roma – aggiunge di Florio – non solo perchè consapevole del fatto che lo avremmo trovato ma anche
perchè timoroso delle ritorsioni dei residenti di Ostia”.
Maria Grazia Stella

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