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“Chi pulisce gli arenili, concessionari o ditte appaltatrici?”

Il coordinatore del Pdl, Cristian Leccese interviene sulla delibera 67

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Il Faro on line – “Mistero sulla pulizia degli arenili demaniali. In piena stagione estiva e nel bel mezzo del ciclone dell’inchiesta della magistratura sulla raccolta dei rifiuti a Gaeta ecco che spuntano i misteri sulle competenze della pulizia delle spiagge gaetane”. Il PdL gaetano, rappresentato dal coordinatore Cristian Leccese, si chiede “perché nella misteriosa Delibera 67 del 25/03/2011, che l’Amministrazione comunale non ha ancora resa pubblica, tale adempimento venga attribuito in parte ai concessionari, laddove lo stesso servizio deve essere invece svolto solo dalla Ditta appaltatrice come prevede il capitolato d’appalto ancora in vigore”.
La delibera specifica nel particolare che “i concessionari dovranno collaborare alla pulizia degli arenili e garantire il conferimento dei rifiuti negli appositi cassonetti, anche con l’obbligo di assicurare la raccolta differenziata dei rifiuti, pena la decadenza della concessione”.
“Insomma – ci si domanda – chi deve svolgere il servizio di pulizia sulle spiagge? Se il Comune paga, come da capitolato d’appalto, il servizio alla Società gestrice del servizio, perché chiama i concessionari a svolgere lo stesso servizio? Non vorremmo che ci sia un soggetto pagato con soldi pubblici per svolgere tale servizio ed altri che lo svolgono al suo posto”.
Secondo una regola di buon senso, Il Pdl sostiene che “sarebbe stato meglio  e più opportuno pecificare nel dettaglio i ruoli ed i compiti di ogni soggetto (ditta appaltatrice e concessionari) e disporre il servizio di pulizia prevedendo specifici obblighi nell’ottica di una sinergia”.
“In questo modo – concludono i pidiellini gaetani – si potrebbero sicuramente risparmiare dei soldi e garantire un servizio migliore. Purtroppo, anche su questo argomento, l’Amministrazione Raimondi dimostra la sua incapacità a gestire la cosa pubblica. Basta poco per fare le cose come si deve, ma a Gaeta sembra essere troppo mettere in campo queste piccole regole di buon senso”.

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