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“Nautica, necessario un cambiamento di rotta”

Fortini (Pd): “I piccoli diportisti devono essere tutelati"

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Il Faro on line – Praticare uno sport nautico senza spendere cifre esorbitanti. Eppure questo sacrosanto diritto sarebbe compromesso dall’applicazione di tariffe per i posti barca decisamente salate. Un posto barca costa una media di circa 4 mila euro l’anno. Troppo per chi vive di pensione o per le giovani coppie. Un limite per molte persone, per lo più pensionati che hanno investito in una barca tutti i propri risparmi o per i più giovani, che non possono contare su stipendi consistenti, costretti così a rinunciare a vivere serenamente  il mare. Il che, in un comune a vocazione marinara come Fiumicino, suona sia come una contraddizione sia come una beffa. A denunciare una situazione divenuta “insostenibile”, dove i porticcioli e la loro gestione sembrerebbe favorire le barche di lusso penalizzando i piccoli diportisti, è Armando Fortini, presidente dell’Unione comunale del Partito democratico.
“Alla darsena di Fiumicino la situazione è poco chiara”, spiega: “qui i “soliti noti” hanno ottenuto, oltre al rinnovo delle concessioni, anche un ampliamento dei posti barca, “chiaramente” a discapito dei residenti che in base alle norme non solo nazionali ma anche europee hanno diritto ad avere delle postazioni a canoni ridotti. Come se non bastasse”, prosegue Fortini, “alla darsena è ospitato  anche un peschereccio, unico di tutta la flotta traianea presente qui, che occupa gran parte della banchina sud. Eppoi ci sono i posti barca assegnati ai cantieri navali che impediscono l’accesso alla banchina pubblica ai cittadini”. L’esponente politico denuncia “il mancato intervento delle istituzioni”.
“Non è giusto che i cittadini di Fiumicino siano scavalcati nei loro diritti e costretti a sborsare canoni salatissimi, che li  costringono a rinunciare alla passione, cancellando le tradizioni”.  Fortini inoltre sottolinea la mancanza di servizi alla darsena, priva di bagni e docce per i turisti.  “Si tratta di  normali servizi che troviamo in ogni porto, ma non a Fiumicino: che dire poi della fornitura, in sicurezza, di energia elettrica, acqua e carburante? Basta guardare uno dei più noti portolani, per vedere in quanti altri posti si verifichi la stessa mancanza”, conclude, lanciando la proposta per “un equo sviluppo dell’ economia marittima locale perché gli approdi turistici, se non ben integrati nel tessuto produttivo, sociale, economico, turistico ed imprenditoriale del territorio, diventano aree di parcheggio utili solo ai profitti di chi gestisce i posti barca”.
Maria Grazia Stella

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