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“No al tabellone selvaggio: Ostia terra di nessuno”

Scende in campo l’associazione "Ostia che cammina": “Rivogliamo piazza Millo libera”

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Il Faro on line – Piazza Millo, per anni il simbolo della lotta al “cartellone selvaggio” a Ostia, ha subito l’ennesimo oltraggio. Il 9 giugno è stato infatti installato un nuovo mega cartellone pubblicitario che va ad aggiungersi agli altri recentemente impiantati sia nella piazza sia sul cavalcavia di viale della Vittoria. L’accorata denuncia, con conseguente invito al decoro urbano, è dell’associazione Ostia che cammina, che da anni si batte per una città “a  misura d’uomo”. Il tabellone incriminato è enorme tanto da coprire con la sua mole parte considerevole della visibilità per chi scende dal cavalcavia in direzione della piazza, con  un impatto estetico devastante. Un vero e proprio affronto che i residenti di Levante non intendono più sopportare, dichiarano decisi all’associazione. “Non sappiamo se tutti quei tabelloni siano abusivi o meno, ma quello che ci indigna è la facilità con la quale nel nostro quartiere si possano impiantare, senza esagerare, migliaia di tabelloni di tutte le grandezza, misure e colori che stanno deturpando in maniera permanente l’ambiente circostante”, spiegano a Ostia che cammina.
“E’ forse Ostia”, si chiede Cafiero Celestini del direttivo, “in eterno procinto di diventare il quartiere turistico per eccellenza, terra di nessuno o, peggio, terra di conquista dove sembra che non esistano né regole né controlli? E’ una deregulation estrema, di cui le istituzioni locali, primo tra tutti il Comune di Roma, ha la responsabilità”. I tabelloni si trovano dappertutto, sparsi in ogni angolo del quartiere a distanze sempre più ravvicinate l’uno dall’altro, una sorta di mucillagine inarrestabile che si allarga a macchia d’olio nel tessuto urbano, in assenza di una qualsiasi apparente azione di contrasto. Si tratta quasi sempre di impianti massicci, molti quelli al centro dei marciapiedi o nei pressi degli scivoli, installati su piloni enormi, spesso verniciati di nero o grigio scuro, con la conseguenza che nelle zone scarsamente illuminate, specialmente per i non vedenti ma anche per i disabili, diventano barriere insormontabili, una vera e propria trappola. Esempi di installazione “selvaggia”? In via delle Baleniere e nella zona commerciale circostante. E poi, tutt’intorno all’ospedale oppure davanti la posta centrale, monumento vanto di Ostia. Ed ancora, all’incrocio tra via delle Baleniere e l’Attico Tabacchi, dove ce n’è una vera e propria “selva” di enormi piazzati alla rinfusa per catturare, forse, l’attenzione del guidatore. Una decina si trovano davanti l’entrata principale dei giardini della Stazione Lido Centro, nel misero spazio di 50 metri di marciapiede. Per non parlare dell’ultimo piazzato di traverso al centro del marciapiede di via Desiderato Pietri, dove si svolge il mercato settimanale: anch’esso enorme, invadente e vistoso per la sua livrea tutta gialla. Un vero pugno nello stomaco ed uno smacco ulteriore per i pedoni. Poi ci sono gli impianti pubblicitari, estremamente pericolosi perchè piazzati in zone sensibili al traffico veicolare, come, ad esempio, nei pressi degli incroci con o senza semafori, nonostante il codice della strada stabilisca che il posizionamento dei tabelloni nei centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane – con limite di velocità massima di 50 km/h – è autorizzato nel rispetto della distanza minima di 50 metri prima degli impianti semaforici e delle intersezioni lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere. Ed ancora: il posizionamento degli impianti pubblicitari, sempre nei centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane, con un limite di velocità massimo di 50 km/h, è autorizzato nel rispetto della distanza minima di 25 metri l’uno dall’altro.
Ci sarebbe anche di tener conto della distanza minima da mantenere rispetto alle strisce pedonali che, nei centri abitati, varia da 10 a 15 metri a seconda del tipo di strada e delle dimensioni dei tabelloni medesimi. In questa giungla, Ostia che cammina rivolge un appello al presidente Giacomo Vizzani, agli assessori competenti, al comandante dei vigili urbani, Angelo Moretti, e all’assessore alle attività produttive del comune di Roma, Davide Bordoni, affinché quel tabellone, insieme agli altri di piazza Millo,  sia rimosso al più presto perché i cittadini “rivogliamo indietro la piazza, libera da qualsiasi tabellone pubblicitario, che siano abusivi o meno”. I cittadini intendono anche estendere la richiesta  ai responsabili delle aziende di pubblicità, nonché ai referenti del Comune di Roma, invitandoli a mettersi tutti intorno ad un tavolo per “trovare una soluzione ad una forma di pubblicità così aggressiva e apparentemente senza regole”. “Noi, peraltro”, concludono all’associazione, “siamo fortemente convinti che una pubblicità così fatta, anziché ottenere i risultati sperati dalla committenza, crei solo problemi alla città”.
Maria Grazia Stella

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