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La Regione nel board dell’European Social Network

Il Faro on line - “La Regione Lazio è entrata a far parte del board dell’European social network”. Ad annunciarlo l’assessore alle Politiche sociali e Famiglia della Regione Lazio, Aldo Forte, a margine dell’incontro che ha avuto con il presidente dell’Esn, Lars-Göran Jansson, e con il direttore generale, John Halloran, durante la diciannovesima Conferenza europea dei servizi sociali dal titolo ‘Costruire una Società Attiva e Solidale: Innovazione, Partecipazione, Comunità’. Conferenza, a cui partecipano oltre 400 tra politici ed esperti di 30 diversi paesi europei, organizzata dall’Esn a Varsavia durante la presidenza Polacca dell’Unione europea per approfondire, nell’Anno europeo del volontariato, il ruolo del settore  nel miglioramento dell’assistenza alle persone e alle famiglie.

“Si tratta di una importante conquista – sottolinea Forte - che conferma come il Lazio abbia iniziato a confrontarsi non solo con le Regioni italiane virtuose, ma anche con i paesi europei. E si stia ritagliando un ruolo strategico e decisionale che prima le mancava”.

“Il board dell’Esn, infatti, - spiega Forte – finora ha instaurato rapporti di collaborazione e di confronto solo con il Nord del nostro Paese. Mentre da oggi, anche il Lazio diventa un decision maker nell’ambito dei rapporti con l’Unione europea per quanto concerne le politiche sociali. Un fatto ancor più rilevante in un contesto come il nostro in continua e rapida evoluzione dal punto di vista dei bisogni sociali. E che si trova ad affrontare la sfida di offrire servizi socio-sanitari adeguati e innovativi in una situazione economica sempre più difficile, soprattutto alla luce dei tagli orizzontali al welfare del ministro Tremonti”.

L’ESN lavora a stretto contatto con la Commissione Europea, il Parlamento Europeo e i governi nazionali, oltre ad altri stakeholders nel campo delle politiche sociali. E rappresenta i servizi sociali in conferenze UE di alto profilo. L’ESN collabora, inoltre, con organismi internazionali quali la World Health Organisation e il Consiglio d’Europa, dal quale ha ottenuto lo status consultivo.

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