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“Sogni di terre lontane”

L’universo poetico di D’Annunzio rievocato ad Anzio

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Il Faro on line – Domenica 10 luglio, alle ore 18.00 circa, presso Piazza Garibaldi in Anzio, si svolgerà la terza presentazione della plaquette di poesia “Sogni di terre lontane”, di Gabriele D’Annunzio (nella foto), edita, a cura di Ugo Magnanti, dal progetto “Scoprirenettuno”, con il contributo dell’Università Popolare di Roma, sedi di Anzio e Nettuno dirette dal prof. Eugenio Bartolini.
L’opera, tratta dall’Alcyione di Gabriele D’Annunzio, è prefata da Pietro Gibellini, in assoluto fra i migliori specialisti dannunziani, già presidente del “Vittoriale degli italiani”, ed è illustrata da Romano Mastrella.
Converseranno sulla plaquette, oltre al moderatore, prof. Eugenio Bartolini, direttore sedi di Anzio e Nettuno dell´Upter, Ugo Magnanti, curatore della plaquette, il critico d’arte Vitaldo Conte, lo storico del territorio Alberto Sulpizi. Letture dei testi della regista e attrice Melissa Regolanti.
II 5 luglio 1903 Gabriele D’Annunzio, proveniente dalla “Capponcina” di Benignano, vicino Firenze, scrive da Roma a Giuseppe Treves, confidenzialmente chiamato Pepi: “Domani partirò per Nettuno…”, e l’11 luglio imbuca dall’ufficio postale di Anzio una lettera scritta su carta intestata di Villa Borghese, indirizzata all’impresario francese Josè Schurmann. Nel grande parco di lecci e di pini di villa Borghese ha con sé per alcuni giorni Eleonora Duse, grande interprete delle sue principali opere teatrali e anche, per un periodo, sua appassionata amante. In Villa Borghese quell’estate è presente la piccola Renata Eva Adriana Anguissola, l’amata figlioletta, chiamata “Cìcciuzza”, nata nel 1893 da una relazione di D’Annunzio con la principessa Maria Gravina, moglie del conte Anguissola. In due articoli pubblicati su “Il Tempo” dell’8 e del 9 gennaio 1950, con il nome di Renata Montanarella, ella scrive “Andammo ad Anzio e comprammo un teatrino con tante marionette. E il poeta non disdegnò di inventare tante belle improvvisate commedie per la sua bimba…” In questo periodo D’Annunzio compone la tragedia pastorale “La figlia di Iorio”, completa la “Francesca da Rimini”, chiude il terzo libro delle “Laudi del Cielo del Mare della Terra e degli Eroi”, intitolato “Alcione” con la lirica “Ditirambo IV” e i sei componimenti che vanno sotto il nome di “Sogni di terre lontane”, tra cui il celebre “Settembre, andiamo…” e “II fiumicello”, dedicato al fiume Loricina di Nettuno.

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