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Ostia come Rimini, una vergogna?

Secondo Notturni (Udc) il Pontile offrirebbe uno spettacolo degradante. Ma è proprio così?

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Il Faro on line – Ma è davvero degradante la presenza delle bancarelle al Pontile e sul lungomare di Ostia? O non è piuttosto il “normale” scenario che offrono località turistiche come Rimini, Cattolica, Senigallia e via proseguendo per altri siti ameni e un po’ kitsch sparsi su tutta la penisola, mete di un turismo vacanziero nazional-popolare? E che male c’è, in fin dei conti, in queste giornate e serate estive a passeggiare fermandosi a curiosare al chiosco che propone caftani e bandane o in quello dove assaggiare dolciumi e granatine? Eppure “qualcuno” si è lamentato. Immancabili polemiche? Ma se gli ambulanti sono in regola. Se le licenze sono state regolarmente rilasciate. Se, infine, non vi è oltraggio né illegalità né offesa o altro reato, perché indignarsi parlando di degrado? Perché offendersi per l’offerta di cocomero e per la presenza del toro meccanico? Sì, è vero. Non sarà il massimo dell’”offerta culturale” anche se vien da chiedersi cosa ci sia di “culturale” o “non culturale” nel mangiare un panino acquistato ad un chiosco.  Roba che nella Grande mela addentare un hot-dog con senape è raccomandato dalle guide turistiche così come a Londra mangiare, e ungersi le dita, con il classico fish’n’chip è considerato very typical. Non sarà che con la scusa della “cultura” si perde del tempo a disquisire di questioni che non meritano poi così tanta attenzione? Al Pontile, tanto per tornare nel luogo “incriminato”, Approdo alla lettura prosegue come sempre tra eventi, mostre e presentazioni di libri. Il livello culturale si è abbassato soltanto per qualche bancarella in più – un suk? Ma come, non siamo una società multietnica? Perché demonizzare i mercatini arabi? –  e per i panini alla porchetta? Caspita che osservazione acuta. E si è perfino tirato in ballo Erotika tour che, per quel che risulta, due anni fa era collocata a via Tancredi Chiaraluce, a due passi dal depuratore, in un luogo abbastanza scomodo da raggiungere. E che dunque col Pontile non c’entra nulla. Se vogliamo proprio parlare di cultura, non è che Ballando con le stelle al Pontile sotto la precedente giunta fosse proprio il massimo per far sviluppare in quattro e quattr’otto neuroni, sensibilità per l’arte e intelletto. Eppure registrava ottimo gradimento e tantissime presenze. Gente di tutte le età si buttava allegramente in pista saltellando, danzando, divertendosi. In una occasione a bordo pista l’allora minisindaco Paolo Orneli e l’allora assessore alla cultura Alessandro Onorato, attuale capogruppo capitolino UdC. Eppure adesso è proprio Giulio Notturni, responsabile giovanile Udc XIII municipio, a contestare con toni drammatici l’offerta culturale dell’attuale giunta. Certo, si può fare di più e di meglio. Eccome se si può. Si potrebbero mettere in scena performance teatrali e concerti per stimolare la riflessione, per intrattenere e divertire chi non ama Peppino Di Capri e le esibizioni dei pizzaioli acrobatici del Parco Pallotta. Però a piazza Anco Marzio c’è Ostia classic, una rassegna di musica di qualità che spazia dal soul al rythm’n’blues alla classica alla lirica. E ci sono le mostre dei pittori e scultori en plein air sempre nel salotto pedonalizzato del Lido. Dunque, perché prendersela per le bancarelle? Meglio tornare alla vecchia Ostia “periferia della periferia”, al quartiere anomalo di Roma che nulla aveva né da offrire né da proporre, né in estate né in inverno? Strade buie, lungomare deserto, solo qualche banda locale di bulli in cerca di “emozioni”. Se qualcosa non piace, sarebbe opportuno farsi avanti e proporre. Fare un’opposizione, se necessario, ma possibilmente “costruttiva”. Trovando idee nuove e soluzioni per migliorare questa città. Insomma, criticare è facile.
Maria Grazia Stella

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