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Goletta Verde: “A Fiumicino solo cemento e speculazioni”

Il Comitato Fuoripista accanto agli ambientalisti chiede chiarezza all'amministrazione comunale

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Il Faro on line – Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente, con il suo arrivo a Fiumicino, lancia un monito importante per la salvaguardia del territorio: i progetti faraonici del porto della Concordia e del raddoppio dell’aeroporto Leonardo Da Vinci, insieme alla proposta di localizzare una discarica ed un inceneritore a Palidoro, sono una concreta minaccia che mette a rischio oltre il pregiato e delicato ecosistema, anche le possibilità delle comunità locali di essere protagoniste nello sviluppo economico e turistico del territorio. Il Comitato FuoriPISTA, lo scorso martedì 5 luglio, con altre realtà associative del comune di Fiumicino, ha partecipato alla manifestazione d’accoglienza di Goletta Verde.

“L’evento – afferma un comunicato del Comitato –  ha avuto lo scopo di denunciare le devastazioni a cui sono sottoposti il territorio e la costa del nostro comune. Nel condividere l’obiettivo di savaguardare il territorio, con la presente intendiamo diffondere le notizie relative alla politica devastatrice che Aeroporti di Roma sta conducendo contro l’ambiente nel quale viviamo, tra cui la Riserva del Litorale Romano, e quindi contro la nostra salute. Nonostante la nostra richiesta e la mozione consigliare del 24 giugno 2010, il Sindaco non è riuscito (o non ha voluto) convocare il consiglio comunale aperto per discutere dell’inutile e dannoso raddoppio dell’aeroporto e delle negative ricadute sulla salute della cittadinanza, sulle attività economiche, agricole e turistiche, più in generale sulle aspettative di sviluppo della nostra comunità che, è bene precisare, non coincide con la società privata AdR.

La stessa vicenda del porto turistico – conclude il Comitato Fuoripista – ed il recente assenso della Giunta comunale alla realizzazione di un termovalorizzatore in località Palidoro, danno il reale segno della incapacità del governo locale di contrastare le spinte speculatrici”.

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