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Taglio degli alberi ad Acilia, la rabbia dei cittadini

Bonelli (Verdi): “La gestione arborea è degna di un'industria del legname"

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Il Faro on line – Alberi, troppi tagli. Troppi abbattimenti di piante mentre non si pensa né allo smaltimento delle palme colpite dal punteruolo rosso né ai monconi rimasti, anche di  80 centimetri, potenzialmente pericolosi sia per i pedoni sia per gli automobilisti. I cittadini di Ostia e dell’hinterland sono allarmati. “Al Lido e nell’entroterra prosegue senza sosta l’opera di abbattimento degli alberi: come può il ministero dell’ambiente consentire tutto questo?”. A chiederselo sono i residenti di Acilia dove nei  giorni scorsi  sono stati tagliati 51 pini a via di Acilia, la principale via di accesso al quartiere. Secondo quanto riferito dall’Ufficio tecnico, gli alberi sarebbero stati malati ma i cittadini non ci credono.

A sollevare il problema è stato, ancora una volta, il CdQ Amici della Madonnetta, denunciando il taglio indiscriminato delle piante. “E’ proprio giustificato l’abbattimento degli alberi?”, domandano al comitato. “Siamo arrabbiati”, dichiara Adriana Fornaro del CdQ: “non c’è una volontà di mantenere né di curare il verde. Si preferisce tagliare e, poi, magari costruire. La gente, alla fine, piuttosto che assistere allo spettacolo degradante di aree abbandonate finisce col preferire un palazzo. Eppure Ostia è il municipio con la maggiore presenza di aree verdi di Roma. Piuttosto”, conclude, “si dovrebbe cominciare con l’eliminazione, attraverso apposita procedura, di tutte le palme malate che rappresentano un focolaio di propagazione del punteruolo rosso”.  Nei mesi scorsi, contro quella che sembrerebbe quasi una “mania”, alcune associazioni avevano provveduto a segnalare al Corpo forestale dello Stato il taglio in corso di numerosi esemplari di pioppo ed eucalipto nella pineta delle Acque Rosse, alle porte di Ostia.

Sulla questione era intervenuto anche Angelo Bonelli, leader dei Verdi, che aveva condannato “l’attacco senza precedenti al quale da qualche mese è sottoposto il patrimonio arboreo della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano con il taglio di centinaia di alberi, la maggior parte dei quali in ottima salute”. In alcuni casi gli interventi erano stati contestati perché “fuori stagione”. Secondo Bonelli, la gestione del patrimonio arboreo della Riserva del Litorale sarebbe diventata “degna di un’industria del legname e non di un’area protetta”. Paola Torbidoni, responsabile per il XIII municipio dell’Italia dei diritti, si era interessata della vicenda criticando i tagli a via Costanzo Casana, via Marco Marenco di Moriondo e vie limitrofe dove lo scorso anno una porzione di territorio di circa tre chilometri aveva “subito un processo di deforestazione”.

Ma le segnalazioni continuano ad arrivare dai singoli cittadini, “sorpresi” di svegliarsi un mattino e di vedere gli abbattimenti in corso. Tra gli ultimi, quelli in viale della Marina. “Perché? Perché questa catastrofica decisione?”, domanda F.T., che abita in piazzale della Posta: “quegli alberi davano frescura: adesso più nulla”. L’ex assessore all’ambiente capitolino, Fabio Di Lillo, aveva assicurato che ad ogni abbattimento sarebbero corrisposte nuove piantumazioni: che fine ha fatto questa promessa?
Maria Grazia Stella

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