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Contro la “casta” presidio fisso davanti a Montecitorio

Gaetano, Raffaele, Danilo non vogliono bandiere che non siano il «tricolore». Non hanno padrini politici, né partiti alle spalle, né sindacati che li appoggino. Chiamano «dipendenti» i parlamentari. Si sono trovati attraverso Facebook, e ora sono arrivati a circa duecento amici che credono attivamente in questo progetto. Poi la rete, si sa è globale, e dunque il messaggio è arrivato oltre i confini italiani registrando circa 400.000 contatti. Sono semplici cittadini, piuttosto arrabbiati. Tanto che una decina di loro ha deciso di «immolarsi» dal 4 giugno scorso in un presidio fisso davanti a Montecitorio e qualcuno - Gaetano per la precisione - da 42 giorni sta facendo lo sciopero della fame. «E’ un’azione non violenta, nata dal basso, - ci raccontano - dall’esigenza di voler fare qualcosa per cambiare questo stato di cose. In primis i privilegi dei signori che ci governano». E infatti, oltre al presidio e allo sciopero della fame - «che continueremo finché non si accorgeranno di noi» - in base all’art. 50 della Costituzione hanno presentato formalmente 3 petizioni alle Camere: 1) contro gli sprechi della politica (auto blu, vitalizia, Enti inutili, abolizioni Province, ecc; 2) nuova legge elettorale che consenta di scegliere i propri rappresentanti; 3) dimissioni delle Camere. Come dire «tutti a casa», maggioranza e opposizione. Che, ovviamente, li ignorano.
Angelo Perfetti (Il Tempo)

Per chi volesse mettersi in contatto con loro l'indirizzo web è http://www.presidiomontecitorio.it/

  • Negli ultimi giorni rispetto a questa iniziativa c'è stato un crescente interesse dei media nazionali e internazionali. Servizi sono effettuati dalla Cnn, dalla tv russa e da quella cinese. Oltre a troupe del nord Europa.

Sono in programma manifestazioni in tutta Italia per il 23/24/25 luglio prossimi. A Roma dovrebbero arrivare alcuni "indignados" dalla Spagna.

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