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“Nel Lazio potremo accogliere 3.400 immigrati politici”

Il Faro on line - "È sulla frontiera immigrazione-emigrazione che si giocano alcune delle sfide più importanti del domani. Una frontiera verso la quale è necessario un approccio positivo, perché per un’Italia che si sta avviando verso un lento declino, può rappresentare una grande opportunità di sviluppo”. Lo ha dichiarato l’assessore alle Politiche sociali e Famiglia della Regione Lazio, Aldo Forte, nell’ambito della presentazione del rapporto ''Il Lazio nel mondo Immigrazione ed emigrazione''. Una indagine promossa dall'Assessorato Politiche sociali e Famiglia e condotta dal Centro ricerche e studio Idos-Dossier statistico Caritas/Migrantes. Collaborazione che Forte ha definito strategica, “perché per mettere in campo politiche strutturali abbiamo bisogno di dati certi sui fenomeni migratori, raccolti e analizzati scientificamente”.

“Ecco perché in Regione stiamo cambiando registro, - ha aggiunto Forte – come abbiamo dimostrato nel caso dell’emergenza profughi. Sin dall’inizio non l’abbiamo considerata un problema, come invece altre Regioni. Si sarebbe trattato di un approccio poco lungimirante da un punto di vista politico e contrario ai nostri principi di ispirazione cattolica. Abbiamo, invece, messo in campo una risposta strutturale, tanto da aver attivato un bando (Prir-Progetto regionale di inclusione sociale) rivolto agli enti locali, alle Ipab, alle associazioni e alle cooperative, elaborando un modello di accoglienza qualificata con programmi di formazione e inserimento lavorativo per rifugiati politici, che si è rivelato da esempio anche per quelle Regioni oggi definite ‘virtuose’. Cinquantasei sono stati i progetti pervenuti, 53 quelli approvati su tutte le province, anche su Roma città, con cui potremo dare risposta in futuro a oltre 3.400 rifugiati e richiedenti asilo. Un progetto di livello regionale con cui stiamo realizzando anche una Banca dati dei rifugiati, che ci permetterà di inserire nel nostro programma anche i profughi già presenti a Roma e nel Lazio”.

Infine, l’assessore ha concluso con una riflessione anche su quello che ha definito il Grande Lazio, ovvero gli emigrati laziali nel mondo che, secondo Forte, “soprattutto grazie al coinvolgimento delle nuove generazioni, possono rappresentare anche un ponte straordinario verso i mercati inesplorati”.

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