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“Quote rosa, basterebbe solo un po’ di meritocrazia”

L’intervento dell’esponente Pd, Allessandra Vona

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Il Faro on line – “Ci voleva il Tar (su segnalazione di Pd e Sel), come è servita una legge parlamentare (Pd e l’intero centrosinistra in prima fila), per far attecchire concetti che un Paese civile come l’Italia dovrebbe già possedere nel proprio Dna da parecchi decenni: pari dignità nella politica, nel lavoro e nella vita di tutti i giorni. E invece sembra che questa cultura e civiltà di cui tanto il centrodestra si riempie la bocca, fiorisca solo a colpi di sentenze e votazioni in Aula.

La pessima figura di Alemanno sulle cosiddette ‘quote rosa’ è soltanto una dei tanti scivoloni di un centrodestra ormai ammantato dal ‘berlusconesimo’. Una prassi di basso profilo, che relega le donne in un angolo, a tutto vantaggio delle ‘berluscones’: trentenni fisici mozzafiato con argomentazioni che con la politica poco c’entrano. È dura purtroppo far capire ai ‘machi’ della destra che non tutte le donne nella vita aspirano a diventare ‘veline’ e che le pari opportunità nel lavoro, come in politica o nella vita di tutti i giorni non dovrebbero essere garantite dalla legge o da un tribunale, ma dal buon senso. Cosa che evidentemente manca a questo centrodestra.
Per farsi un’idea basterebbe snocciolare un po’ di numeri. Governo Berlusconi: 4 donne in squadra, di cui due senza portafoglio, su un totale di 21 ministri. Poco meno di un quinto, di gran lunga inferiore rispetto alla media europea. Giunta romana prima di essere azzerata: una donna.

Il resto dei colleghi (nove assessori e un sindaco) tutti uomini. Le giunte municipali di Roma, largamente governate dal centrodestra: su 76 deleghe, 65 sono state affidate a uomini. La giunta regionale: 4 donne (contando la delega della Polverini alla sanità) su 16 incarichi.  La giunta comunale di Fiumicino: 9 assessori, due sole donne entrambe entrate in corsa, avendo il centrodestra nel 2008 varato una giunta di soli uomini, tra le critiche del Pd. Non va meglio in consiglio comunale dove le uniche due “quote rosa” sono appannaggio al Pd che conta quattro consiglieri (il 50 per cento). Tutta un’altra storia in Provincia di Roma, governata dal centrosinistra: in giunta, sette uomini e cinque donne. Ben più equilibrata.

Una situazione squilibrata che ha un’unica equazione, come per altro ben presente in tutta la vicenda Alemanno: far entrare una donna in giunta (come in una azienda) significa far accomodare fuori un uomo. E nessuno, purtroppo, è disposto a lasciare la poltrona. Eppure, statistiche alla mano, le donne si impegnano molto di più per cercare di raggiungere gli stessi risultati degli uomini. Spesso sono più preparate. Ma anche se passano i decenni, cambiano i millenni, la cultura di destra che svilisce la donna e le pone sullo stesso piano di una appendice maschile, resta sempre uguale. Eppure basterebbe così poco. Altro che legge o Tar. Solo un po’ di sana meritocrazia”.
 
Alessandra Vona (Consigliere Pd)

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