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Le opere di Theo Beerendonk in mostra ad Anzio

Inaugurazione fissata per il 5 agosto presso il Museo Civico Archeologico

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Il Faro on line – Il Museo Civico Archeologico di Anzio, con il Patrocinio dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, presenta Theo Beerendonk (1905-1979), “Anzio-L’aia. Olanda terra di libertà”. Una mostra personale di pittura a cura di Giusi Canzoneri e Peter Beerendonk su suggerimento di Fientje Huisman con la collaborazione dell’adolescente Riccardo Mammolo.

Per la prima volta il grande pittore viene proposto al pubblico italiano. “Un onore per il Museo Civico Archeologico ospitare un artista di tale livello. La mostra mette il nostro Museo in comunicazione con il circuito artistico europeo e ci rinvia ai più grandi autori del ‘900 (Manet, Cezanne, Picasso, Kirchner)”.

Divisa in tre sezioni – ritratto, natura morta e paesaggio – l’esposizione propone un percorso attraverso l’evoluzione del linguaggio artistico dell’artista, dai primordi fino alla maturità.

Inaugurazione venerdì 5 agosto alle ore 18.00 – Museo Civico Archeologico di Anzio

La mostra sarà aperta dal 5 Agosto al 14 Settembre 2011 tutti i giorni ore 10.30-12.30 e 17.00-19.00

Theo Beerendonk, nato ad Amsterdam il 24 dicembre 1905, era il più giovane di una famiglia con sette figli. Suo padre era un falegname e manovale mentre sua madre aveva fatto la cameriera. Provenivano entrambi da famiglie cattoliche. Dal 1925 al 1931 studiò presso l’Accademia di Belle Arti di Amsterdam, dove ebbe modo di entrare in contatto con la pittura classica. Ma oltre all’arte, anche l’amore fu un fattore importante nella vita di Beerendonk. Si sposò nel 1926 con Ans Velthuijzen da cui ebbe un figlio: Peter Beerendonk, chiamato più semplicemente Puck. Il matrimonio finì nel 1932 e nel 1933 Beerendonk sposò il suo nuovo amore, Maria Lissowska, 46 anni di Odessa.

Nel 1934, finalmente, iniziò la sua carriera artistica con la sua prima mostra presso la galleria Aalderink di Amsterdam e un anno dopo presso la Kunstzaal My Home a L’Aia incassando reazioni positive da parte dei critici d’arte. Incoraggiato dal successo Beerendonk viaggiò ad Anversa, Semois e Bouillon nelle Ardenne, Belgio e Svizzera. Durante questi viaggi disegnò e dipinse una grande quantità di paesaggi urbani e naturalistici, dei quali successivamente avrebbe fatto numerose incisioni nel suo atelier. Durante la guerra, Beerendonk continuò ed esporre, tenne lezioni su Rembrandt (1606-1669) ed Ercole Segers (1589-1633/38) e fece ritratti su commissione. Nel 1944 si sposò per la terza volta, stavolta con Thérèse Durivou dalla quale ebbe una figlia, Kitty. Dopo la guerra, Beerendonk continuò a produrre opere in stile classico accademico orientandosi prevalentemente sulla forma grafica. Ne risultarono potenti incisioni raffiguranti luoghi di Amsterdam e dintorni. Nell’agosto del 1949 espose ad una mostra presso il Fodor Museum di Amsterdam.

Negli anni Cinquanta iniziò a lavorare in modo più astratto. Nutrì una grande ammirazione per Pablo Picasso ma non cercò ispirazione in nessun altro artista. Rimase membro fedele di Arti et Amicitiae, la più autorevole associazione di artisti dei Paesi Bassi, di cui divenne vice presidente nel 1957. Anche se Beerendonk negli anni sessanta e settanta partecipò attivamente allo sviluppo dell’arte moderna, non dimenticò mai il suo passato accademico. Continuò a disegnare, dipingere e fare incisioni nel suo amato stile impressionista. Nel 1966 Beerendonk divenne curatore presso la casa di Rembrandt ad Amsterdam.
Nel 2011, più di trenta anni dopo la sua morte improvvisa nel 1979, cresce nuovamente l’apprezzamento nei confronti dei suoi nudi, delle nature morte e delle incisioni dei paesaggi urbani fatti con vera mano d’artista.

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