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“The Conspirator”

Il Faro on line - “Abbandonare la Costituzione non è la risposta .... Non lasciamo che il dolore confonda il nostro giudizio e ci coinvolga in un’Inquisizione". Per il suo ultimo film Robert Redford ha fondato una società di produzione ad hoc, “The American Film Co.”, destinata unicamente a opere con tema storico e politico. E il soggetto del film in questione è piuttosto impegnativo trattando del processo per cospirazione nel caso dell’assassinio di Abramo Lincoln. La sintesi del film è tutta nella citazione ciceroniana “la legge tace in tempo di guerra”. Robin Wright, nei panni della sospetta cospiratrice Mary Surratt, sottoposta a processo militare, è condannata all’impiccagione per  sedare gli animi del popolo. Il giovane avvocato incaricato della difesa è uno straordinario James McAvoy, da tenere sott’occhio per bravura, fascino e incisività. Atipico Kevin Kline  nell’inaspettata interpretazione del “cattivo”.
Riuscita la ricostruzione realistica, grazie ai costumi di Louise Frogley, alle scenografie di Kalina Ivanov e alla superlativa fotografia di Newton Thomas Sigel. Giocata tra lumi di candela, evanescenti chiaroscuri e intime silhouettes è il vero distinguo del film.
La Wright è stata apprezzata dalla critica statunitense. In realtà il suo personaggio risulta un po’ troppo manicheo e privo di sfumature psicologiche. Così come il tono uniforme dei suoi capelli, che sembra una tinta cheap fatta in casa. E’ interessante considerare che i due aspetti collegati direttamente all’era contemporanea (nello specifico, la posizione debole della donna nel processo fittizio e la ricerca a tutti i costi di un capro espiatorio) sono risultate due motivazioni in fondo deboli rispetto alle urgenze socio, politico economiche dei giorni correnti. E’ forse anche per questo, oltre al soggetto impegnativo, che al box office i risultati di “The Conspirator” non sono stati consistenti.
Federica Polidoro

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