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Droga, accordo Italia e Usa contro le tossicodipendenze

Nora Volkow: "La marijuana non va più considerata una sostanza leggera"

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Il Faro on line – E’ stato siglato questa mattina il secondo, importante, accordo internazionale di collaborazione scientifica tra l’Italia e gli Stati Uniti.

Al tavolo internazionale presenti: il direttore del National Institute on Drug Abuse (NIDA), Nora Volkow;  il senatore Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle Politiche Antidroga; il capo del Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giovanni Serpelloni.

Si tratta di un momento molto importante per il nostro Paese perché, attraverso questa intesa,  si rendono operativi gli accordi intergovernativi presi le settimane scorse a Washington, dando l’avvio alla collaborazione  con  uno dei più importanti istituti di ricerca del governo americano: il Nida.

L’accordo favorirà lo svolgimento di ricerche reciprocamente vantaggiose  per migliorare la diagnosi, il trattamento dell’uso di droga e la dipendenza, sviluppando delle aree di particolare interesse  che comprendono:  la ricerca, la diagnosi precoce, lo screening, il trattamento e gli interventi brevi  per disturbi da dipendenza soprattutto tra adolescenti e giovani adulti.

“Abbiamo ritenuto utile e opportuno – ha dichiarato il Senatore Carlo Giovanardi – continuare nell’attivazione di queste collaborazioni internazionali di ricerca scientifica per sostenere non solo la ricerca, ma per costruire network di risorse e competenze tecniche da mettere al servizio della lotta alla droga . Inoltre, il governo italiano riconosce la tossicodipendenza come una malattia  ma prevenibile, curabile e guaribile, che diventa spesso cronica ed è soggetta a ricaduta. Proprio grazie a questo approccio, in Italia, i tossicodipendenti e le loro famiglie possono trovare assistenza sanitaria gratuita presso strutture pubbliche, oltre che presso un  alto numero di comunità terapeutiche”.

“Con questo accordo – ha aggiunto Giovanni Serpelloni, capo del Dpa –  si ribadisce ancora una volta l’importanza della ricerca scientifica nell’ambito delle neuroscienze. Ma, soprattutto,è  fondamentale in questo campo incentivare il contatto e la condivisione di collaborazioni tra ricercatori, clinici professionisti della riabilitazione ed educatori, al fine di rendere sempre più efficaci gli interventi terapeutici ed orientare le ricerche verso aree di utilità pratica. A questo fine, risultano di fondamentale importanza anche lo sviluppo e l’attivazione di trials clinici e nuovi processi educativi che possano essere di aiuto ai trattamenti integrati della tossicodipendenza”.

“La marijuana non va più considerata una droga leggera, ma una droga che comporta dipendenza a tutti gli effetti”. E’ quanto ha affermato Nora Volkow, direttore del National Institute on Drug Abuse (Nida), rispondendo a una domanda del nostro direttore.
“La marijuana oggi – ha spegato – ha una potenza di gran lunga maggiore rispetto al passato e puo’ comportare dipendenza. L’abbiamo riscontrato anche dall’aumento non soltanto di persone affette da dipendenza da marijuana, ma soprattutto dall’aumento degli effetti collaterali di persone che ne fanno uso e finiscono al pronto soccorso o nei reparti di emergenza. L’altro grosso problema è che l’utilizzo di questa droga comincia in realta’ in eta’ molto precoce e diventa porta di ingresso all’utilizzo di altre droghe”.
Il direttore del Nida ha poi sottolineato come gli accordi tra i due paesi in materia di ricerca scientifica serviranno a “velocizzare e avere risultati efficienti per le problematiche relative alla dipendenza”. “La scienza ci puo’ dare delle soluzioni che ci consentiranno di avere nuove tecnologie e nuove politiche”.

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