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“Caro sindaco, se vuole bene alla città si occupi anche delle cose piccole”

Lettera aperta al Sindaco di Progetto Futuro

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Il Faro on line – “Caro Sindaco, scegliamo la formula delle ‘lettera aperta’ perché intendiamo parlare con Lei e a tutti i cittadini. Vede, caro Sindaco, la differenza tra un politico e un uomo di Stato è che il primo pensa alle prossime elezioni mentre il secondo pensa alle prossime generazioni.  Veda lei dove collocarsi, visto che per molti problemi del suo territorio da anni l’abbiamo sollecitata a soluzioni civili ma lei sempre con… grande disponibilità ha fatto orecchie da mercante o delegato ad altri la soluzione di detti problemi”.

“In linea di principio – prosegue Mario Russo d’Auria – parliamo delle cose più stupide, di quelle più piccole, di facile soluzione. Ad esempio non più tardi di 4 anni fa, nel marzo del 2007 quando fu rilasciata la concessione per l’area cani di Fregene sita all’interno della pineta monumentale, di fronte al pronto soccorso, lei e il suo ex assessore Proietti  vi dichiaraste pronti ad eseguire le leggi e le normative che regolano la disinfestazione dei parchi, la loro manutenzione, la potatura, la gestione dei rifiuti, l’apertura e la chiusura dei cancelli, il rispetto delle regole con l’ausilio delle forze dell’ordine, il rispetto dell’igiene, cippatura, assicurazione e via dicendo… Da allora nulla: niente controllo, niente manutenzione, niente potature, niente disinfestazioni, niente pulitura del sottobosco”.

“Ora caro Sindaco – continua –  a prescindere dal fatto che ad oggi questo gruppo non risulta registrato come previsto per legge, il che potrebbe far scattare automaticamente una denuncia per occupazione di suolo pubblico e abusi vari nel momento in cui tale gruppo operasse all’interno della pineta, il problema vero è che non risulta che sia stata raggiunta alcuna soluzione. Il problema persiste, e dato che spetta al Comune vigilare e intervenire, a voi ci rivolgiamo”.

“Voi dite di volere la legalità sul territorio, poi però tollerate gruppi  e gruppuscoli autonomi che vogliono farsi la legge da sé. La letteratura gialla definisce delitto perfetto quello in cui il colpevole non viene scoperto; la letteratura politica di Fiumicino è andata oltre, e ha creato il delitto piuccheperfetto, quello in cui si sa benissimo chi è il colpevole ma si fa finta di nulla”.

E ancora dice D’Auria: “sappiamo benissimo che lei ha cose “più alte” delle quali occuparsi, se vuole le facciamo l’elenco dei suoi appuntamenti quotidiani con la Casta; ma se lo desidera possiamo ricordarle anche l’elenco delle piccole (o grandi) cose per le quali i cittadini aspettano risposte e che l’Amministrazione non da e non ha dato nel tempo, e alle quali lei non ha dato alcun peso: l’area cani di Fregene,  l’eliminazione dei rifiuti dalle sponde dei canali di bonifica, le notizie sull’inquinamento dei canali e sui pesci morti, la pulizia dell’area intorno al bombolone del gas vicino al palazzetto dello sport, e in più tutte le promesse mai realizzate, da via Monte Cadria al nuovo ponte Due Giugno, al ponte della Scafa”.

“Solo quando arrivano le denunce penali – conclude – la sua segreteria si sveglia. Non ci costringa ad arrivare al cannibalismo tra poveri. Non lo merita la città, non lo merita la sua gente”.

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