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Marittimo in mano ai pirati somali, calato di nuovo il silenzio

Il Centro Internazionale Radiomedico incontra i familiari

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Il Faro on line – Era l’8 febbraio quando Antonio Verrecchia, marittimo di Gaeta è stato preso come ostaggio dai pirati somali a bordo della nave petroliera Savina Caylyn della Compagnia di Navigazione partenopea “Fratelli D’Amato”. 

Presso la sede di A.Ma.Re. – Gaeta (Associazione Marittima Regionale – Gaeta), questa mattina Rolando Degli Angioli e Antonio Rosario Ziello, del C.i.r.m., il Centro Internazionale Radiomedico, hanno incontrato i familiari. Parole di conforto e rassicurazioni indirizzate soprattutto alla Signora Tina Mitrano moglie del Direttore di Macchina, sono state rivolte dai medici spiegando al momento quali sono le condizioni di salute del marito e del resto dell’equipaggio assistito a distanza. 
Il C.i.r.m. infatti, istituito nel 1935, tra le finalità ha proprio quella di fornire assistenza radiomedica ai marittimi, imbarcati su navi senza medico a bordo, di qualsiasi nazionalità, in navigazione su tutti i mari. Intanto sulla vicenda della Savina Caylyn è calato nuovamente il silenzio dopo una serie di tentativi da parte del Governo Italiano di imbastire un tavolo di dialogo con le bande dei pirati somali che tengono in ostaggio i nostri connazionali.

Il 2011 sarà ricordato quindi come un anno nero per le marinerie di tutto il mondo in particolar modo per quelle Compagnie di Navigazione che percorrono rotte a rischio assalti da parte di questi moderni predoni del mare, che ormai sono sempre più al passo con i tempi utilizzando anche internet e tutte quelle tecnologie per mettere a segno i loro atti criminali. Il fenomeno della pirateria marittima mondiale, infatti è in costante e preoccupante crescita in particolar modo a largo delle coste somale.

 Dal rapporto dell’International Maritime Bureau (IMB) della Camera di Commercio Internazionale (ICC) nel primo trimestre del 2011 si sono registrati 142 attacchi in tutto il mondo, un record storico da attribuire soprattutto ai pirati somali ben 95 attacchi, una crescita del 35% rispetto lo stesso periodo del 2010. Le grandi petroliere, come la Savina Caylyn, sono obiettivi particolarmente vulnerabili ai pirati. Altre tre grandi petroliere sono state dirottate al largo del Corno d’Africa quest’anno e su un totale di 97 navi attaccate nella regione ben 37 erano petroliere e di queste 20 avevano una stazza di oltre 100.000 tonnellate. Oltre che in Somalia sono stati segnalati 9 attacchi al largo della Malaysia, e 5 al largo della Nigeria e nel porto di Lagos.
Andrea Brengola

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