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Letteratura di migrazione protagonista del Premio Cultura Sabaudia

Si inizia con il libro di Angel Galzerano “Di qui e d’altrove”

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Il Faro on line – Proseguono le serate del Premio Sabaudia Cultura con la nuova sezione dedicata alla letteratura migrante. Conosceremo l’Italia raccontata dalle voci dei “nuovi italiani”, autori stranieri che hanno scelto la lingua italiana per esprimersi. Spesso sono emigrati in Italia da adulti e hanno abbracciato la nostra cultura e la nostra lingua. Con i loro lavori letterari, questi autori, compongono la nuova letteratura italiana, apportano nuova linfa alla nostra lingua madre, già lingua di Dante e, ora, lingua delle nuove generazioni che abitano il nostro paese.

Il primo autore straniero a salire sul palco del premio domani sera alle ore 21.15 sarà Angel Galzerano, dell’Uruguay, con il suo “Di qui e d’altrove”. Angel Luis Galzerano ha raccolto e conservato, negli anni, sguardi, amarezze, miraggi e valigie di cartone.
Le parole di Galzerano, cantautore di professione, sono di una semplicità disarmante e poetica, ci restituiscono vissuti di donne, come Angelina “buona, lavoratrice come poche, che sapeva perdonare e amare” o come Adela che “era la viva immagine della bellezza” e di uomini come Carmine che, nonostante la durezza della vita è stato capace di conservare “un sorriso dentro”. Ci ricorda in questa storia di doppia emigrazione, di partenze e di ritorni, il destino di migranza di molti nostri connazionali.

A condurre la serata il Sarina Biraghi, caporedattore centrale de “Il Tempo” e Silvia De Marchi, della casa editrice “Chiarelettere”. 
Una serata che si preannuncia molto interessante e coinvolgente, anche per la presenza sul palco, insieme a Galzerano, di un percussionista che saprà trasmettere al pubblico le emozioni e le suggestioni della cultura uruguayana.

Avevi circa vent’anni ed eri felice, forse per questo viaggio che tanto desideravi o forse perché, a destinazione c’era qualcuno in attesa di te. Io non conoscevo il tuo nome. Tu non hai mai saputo che, tra tutti i passanti, uno ti abbracciò per portarti lontano con sé, tra le righe di un quaderno”.

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