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Rsa Calamatta, pronta la mozione a tutela dei lavoratori

I firmatari esprimono preoccupazione sul futuro della struttura sanitaria

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Il Faro on line – Porta la firma dei consiglieri Mirko Mecozzi, Alessio Gatti, Daniele Perello, Luigi Di Marco, Mirko Cerrone, Riccardo Sbrozzi ed Ivano Bianchini la mozione sulla Rsa Calamatta, che sarà sottoposta prossimamente all’attenzione del Consiglio Comunale. I firmatari esprimono grande preoccupazione per il futuro occupazionale di tutti gli addetti attualmente occupati presso la struttura sanitaria.

“Dopo aver rilevato quanto mai discutibile – si legge nel testo della mozione – il non aver inserito la clausola di salvaguardia per il personale esistente e che anzi, attraverso le note esplicative destinate alle imprese concorrenti, la Asl specificava che non vi è alcun obbligo di riassunzione del personale da parte dell’impresa subentrante ed appurato che tutto ciò risulta in palese contrasto con tutte le norme e gli obblighi previsti dai contratti collettivi nazionali di settore, appare reale – sottolineano i firmatari – il rischio della perdita di tutte le unità lavorative, di cui 28 a tempo indeterminato, impiegate da oltre 10 anni nella struttura. Questo inciderebbe nella già precaria situazione lavorativa cittadina, aprendo di fatto un conflitto che aggrava il disagio esistente e che può riflettersi negativamente sullo stesso servizio di assistenza rivolto ai disabili ospiti della Rsa Calamatta”.

“La stessa Asl – proseguono i consiglieri nella mozione – nonostante l’impegno dell’Amministrazione Comunale e del sindacato, non ha dimostrato sensibilità né ha voluto assumere un impegno preciso sul futuro dei lavoratori. Questa stessa posizione, riteniamo sia lesiva del principio di parità di condizioni tra le imprese chiamate ad effettuare le offerte”.

“Premesso ciò – concludono – i consiglieri chiedono che il Consiglio Comunale, dopo aver analizzato e dibattuto la vicenda, impegni il Sindaco e la Giunta ad assumere tutte le iniziative utili ad evitare che le conclusioni dell’intero procedimento, nei termini previsti dall’Asl, possa aprire la strada, per la prima volta nella storia della nostra città, a circa 35 licenziamenti”.

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