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Intascavano soldi per togliere le contravvenzioni, tre in manette

Tra i fermati della Polizia di Stato anche un vigile in servizio a Fiumicino

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Il Faro on line – Era pronto anche a restituire i soldi ai tassisti, soprattutto abusivi, e ai noleggiatori che lo pagavano per cancellare multe e salvare licenze. Da centinaia a diverse migliaia di euro, secondo i casi. Voleva convincerli a non parlare con la polizia. Inquinava le prove, insomma, sostiene l’accusa: per questo un agente del Corpo di polizia di Roma Capitale, già indagato da mesi, è stato arrestato stamani dalla polizia ferroviaria e portato nel carcere di Regina Coeli. Il “pizzardone”, C.M., 49 anni, è accusato di corruzione, millantato credito, falsità materiale e intralcio
alla giustizia. Assieme ad altri due vigili urbani avrebbe intascato denaro per togliere contravvenzioni fatte a tassisti, anche abusivi, e noleggiatori privati, gli Ncc.

Evitandogli così conseguenze che arrivavano fino al ritiro della licenza per chi ce l’aveva. Il vigile arrestato e un secondo agente della municipale erano nel Gruppo intervento traffico (Git), il terzo in servizio a Fiumicino. Da ottobre erano stati destinati a nuovo incarico in via cautelativa, dopo essere stati indagati. L’inchiesta della Polfer, coordinata dalla procura di Roma, vede indagati anche 5 impiegati dell’Ufficio patenti della Prefettura di Roma, sede distaccata di via Ostiense. Qui si lavorava sulle licenze, sempre secondo l’ipotesi d’accusa.

Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e truffa ai danni dello Stato le ipotesi di reato formulate ad aprile, quando l’ufficio era stato perquisito dalla squadra di polizia amministrativa del Compartimento Polfer. Di recente sono stati perquisiti anche degli uffici del Comune, secondo quanto riferito. L’indagine non è chiusa, si sottolinea in ambienti investigativi. Bisogna accertare quanti tassisti abbiano pagato e se vi sia un livello più alto della presunta organizzazione. Gli accertamenti si concentrano ora sul rilascio delle licenze. La documentazione raccolta viene definita “imponente”.

L’inchiesta, che si è avvalsa anche di intercettazioni telefoniche, era partita oltre un anno fa da alcuni controlli di routine tra i tassisti della stazione Termini. C’erano delle anomalie nelle licenze e nei verbali di numerose multe. Alcuni conducenti avevano ottenuto la sospensiva di una sanzione e continuavano a lavorare. Subito un paio di loro iniziarono a collaborare con la Polfer. Piena collaborazione è stata data anche dal Corpo di polizia di Roma Capitale, assicurano gli investigatori.

(Fonte Ansa)

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