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Teatro del Lido occupato, assemblea plenaria

Questa mattina gli operatori culturali dello stabile di via delle Sirene si sono incontrati per decidere insieme strategie e azioni

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Il Faro on line – La cultura? E’ un diritto fondamentale del cittadino. E per ribadire l’importanza della cultura quale bene primario e dunque pubblico come l’acqua, la sanità e la scuola questa mattina si è svolta un’assemblea plenaria al Teatro del Lido di Ostia. Lo stabile di via della Sirene, il primo “teatro di cintura” italiano, è occupato da ventuno mesi così come altre realtà storiche della Capitale: insieme hanno fatto fronte comune contro una politica che tende allo stordimento ed all’appiattimento culturale. Scopo dell’iniziativa sarà quello di una “riattivazione” attraverso delle azioni studiate e decise insieme ai lavoratori dello spettacolo, alle associazione ed agli operatori culturali.

PERCHé L’INIZIATIVA – “Il contesto sociale, politico ed economico che stiamo vivendo si articola in ormai intollerabili processi di annullamento dei diritti ai servizi essenziali e di trasformazione del bene comune in merce di scambio e fonte di speculazione”, spiega Filippo Lange, uno dei cinque operatori culturali rimasti senza lavoro dopo la chiusura “immotivata”, imprevista della struttura, il 30 giugno del 2008.  “Crediamo fermamente che la cultura debba essere difesa quale diritto fondamentale del cittadino insieme a beni di prima necessità. Per questo”,  prosegue Filippo Lange, “il Teatro del Lido occupato chiama a raccolta i lavoratori dello spettacolo e della conoscenza,  gli operatori di rete, le associazioni culturali e la cittadinanza tutta per un’assemblea plenaria che individui al più presto una piattaforma condivisa di azioni possibili”.

L’ASSEMBLEA – Nel corso dell’assemblea, sono state esposte le singole esperienze di riappropriazione culturale soprattutto dal punto di vista delle pratiche, evidenziandone le possibili condizioni di emergenza. E’ stato ribadito il concetto di cultura quale bene comune in maniera concreta, proponendo  degli spunti di attivazione che comprendano l’individuazione degli spazi dismessi, confiscati, abbandonati, a rischio di chiusura presenti in ciascun quartiere. E’stato  realizzato un documento condiviso per un Piano regolatore della cultura che preveda da una parte la legittimazione delle insorgenze esistenti e del loro lavoro e dall’altra la garanzia di servizi di prossimità culturale capillarmente distribuiti sul territorio, per il quale è stato lanciato un tavolo di discussione. 

I TEMI –  E’ stata analizzata la situazione relativa al welfare attraverso i temi della formazione, della
produzione e della programmazione per i lavoratori invisibili. Analizzata anche la condizione del Teatro di strada, delle giovani compagnie e dei singoli lavoratorii dello spettacolo. Saranno quindi rese note l’analisi e l’individuazione di prospettive di utilizzo dei dati del sondaggio C.Re.S.Co., presentate il 25 novembre presso l’Opificio Telecom Italia, via Magazzini Generali 20/A, nell’ambito della XXVI edizione di Romaeuropa Festival), unica mappatura attendibile della situazione reale dei lavoratori di questo settore  in Italia. Al termine, sarà valutato lo sviluppo dei differenti percorsi di riappropriazione degli spazi della cultura sul territorio ed evidenziata l’esigenza di creare una rete che consenta di trasformare le specificità di ogni esperienza in ricchezze per un fronte di lotta comune.

LA SITUAZIONE DEL LIDO – Ancora in attesa dei finanziamenti promessi, al Lido prosegue l’autogestione. Ed è entrata nel vivo la stagione con spettacoli di teatro, danza e musica. Alla fine dell’estate l’assessore capitolino alle politiche culturali, Dino Gasperini, aveva annunciato di stare lavorando alla Casa dei teatri, ovvero ad “un nuovo sistema di teatri, caratterizzato da ambizione nazionale, che nelle intenzioni avrebbe quattro teatri di cintura – Quarticciolo, Tor Bella Monaca, Ostia Lido, Elsa Morante – ai quali aggiungere da subito due nuovi teatri: Villa Torlonia e le ex Scuderie Villino Corsini a Villa Pamphili”. Si è in attesa di sviluppi.

EMENDAMENTO UDC – Una novità positiva però c’è. “In extremis”, dichiara il capogruppo capitolino UdC,  Alessandro Onorato, “con un mio emendamento sono riuscito a evitare che si volatilizzassero anche i 500 mila euro per l’adeguamento strutturale del Teatro: dopo la ristrutturazione finalmente il teatro comunale potrà essere restituito alla cittadinanza e all’associazionismo culturale. Anche se la facilità con cui il sindaco Gianni Alemanno ed il minisindaco Giacomo Vizzani stavano cancellando con un tratto di penna quel finanziamento dimostra che la riapertura di quel fondamentale spazio di aggregazione non interessa a quasi nessun politico”.

Maria Grazia Stella

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