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“Aeroporto, senza occupazione è inutile parlare di raddoppio”

Biselli: "Questi interventi non possono essere relegati solo ed esclusivamente all’aumento delle tariffe"

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Il Faro on line – “Occupazione e sviluppo infrastrutturale, senza questi paletti parlare di raddoppio aeroportuale sarebbe impensabile”. Lo dichiara il vicepresidente del consiglio comunale, Raffaello Biselli, al termine della presentazione del progetto Fiumicino 2. “Come ho ripetuto in più di una occasione – sottolinea – oggi è necessario concentrarsi su due aspetti: la deregulation aeroportuale che mette in pericolo posti di lavoro e sicurezza. E interventi per il potenziamento delle infrastrutture nell’area sud dello scalo e dei trasporti. Questioni che se non affrontate di petto da qui a breve rischiano di penalizzare pesantemente la produttività del Leonardo Da Vinci”.
“Questi interventi – spiega il vicepresidente del consiglio comunale – non possono essere relegati solo ed esclusivamente all’aumento delle tariffe, che rimangono comunque le più basse d’Europa e dunque non sarebbe uno scandalo ritoccarle. Ma alla ricerca di soluzioni percorribili, come il coinvolgimento di partner privati che possano dare nuovo slancio alla porta del Mediterraneo. In questo quadro il governo deve fare la sua parte, posizionandosi come intermediario di parte per reperire nuovi investitori pronti a scommettere sulla crescita dell’aeroporto di Fiumicino, mediando con l’aiuto delle sigle sindacali su una nuova regolamentazione interna che eviti lo scorretto gioco delle tariffe a ribasso in tutti i settori aeroportuali. Pratica che rischia di creare disoccupazione su disoccupazione e affidare asset fondamentali a chi non è in grado di occuparsene, minando la credibilità dell’aeroporto di importante d’Italia”.
“Altro passo fondamentale, come dichiarato dall’Ad Alitalia Rocco Sabelli e dal presidente della Regione Lazio Renata Polverini – conclude Biselli –, l’apertura entro il 2020 del nuovo aeroporto di Viterbo e l’adeguamento di Ciampino. Senza i quali il piano di crescita e sviluppo infrastrutturale non avrebbe senso e rischieremmo di consegnare l’hub alle compagnie low cost, saturando definitivamente il Leonardo Da Vinci”.

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