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Prova d’orgoglio Benacquista, travolta Capo d’Orlando

Sensazionale 81 - 67 da dedicare al presidente, in procindo di operarsi pr un problema fisico

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Il Faro on line – Se non si tratta di grande conferma, poco ci manca. Con un prova di maturità, bella e convincente, proprio come voleva coach Mattia Ferrari, la Benacquista Assicurazioni Latina ottiene la sua settima vittoria in campionato superando per 81-67, una delle migliori formazioni della DNA come Capo D’Orlando. Qualche passo indietro si è forse registrato nel finale, ma le pecche di gioventù, questa volta non hanno intaccato il risultato finale. Squadre che attraversano una fase di studio e nei primi 3’ dove si segna poco, con l’ Upea avanti solo di 1 (2-3). Poi primo scatto nerazzurro con Quarisa, attento ai rimbalzi difensivi; ed un super Milani autore di 8 punti personali, di recuperi preziosi e di importanti canestri più fallo, a ribaltare momentaneamente la situazione; e, con un break di 8-0,  e si va sull’ 11-3 per Latina con coach Pratichizzi, chiama il primo time out. La Benacquista accellera e, ancora con Milani protagonista di una tripla a 3’ dalla fine, si porta sul +11 (16-5). Nel finale di quarto, un Capo d’Orlando che finora era tutto nei 6 punti di De Min, prova a rientrare in partita e lo fa accompagnato anche da una tripla di Cardinali; ma il risultato del primo periodo resta favorevole alla squadra di Coach Ferrari (20-12).

Nel secondo quarto si sveglia Benevelli, che torna a condurre i suoi sotto canestro; ma Latina non molla e vola ancora a +11 (29-18) sulle ali del solito Milani e di Gazzotti. L’incontro sembra ritornato sui binari di un sostanziale equilibrio, con i lunghi a farla da padrona. Nella fase centrale del periodo infatti, si viaggia punto punto, con i lunghi De Min da una parte e Gazzotti dall’altra a fare la differenza con le loro realizzazioni. Ad 1’ dalla pausa lunga, Capo D’Orlando si avvicina pericolosamente nel punteggio grazie ai bersagli di Zanelli e Zampolli fino al -3 (33-30). Fallo d’inesperienza del neo entrato casati, manda Romano sulla lunetta, l’ex Anagni regala un 3/3 che contribuisce a fa respirare un Latina che allo scadere sembrava in confusione (36-30).

Tommaso Milani, si conferma immenso anche ad inizio terzo periodo con dei grandissimi 7. punti personali; poi Micevic a completare il break di 9-0 della prima metà parziale. L’Upea sembra scuotersi con il solito Benevelli, ma 4’30 dalla fine arrivano tre bombe pazzesche firmato Romano a mettere tutti d’accordo: +21 Latina (56-35). Capo d’Orlando sembra sbandare e ad 1’ dalla fine si aggiunge anche Plateo al festival delle triple, per un 63-37 che sembra non lasciare storia ala partita. I siciliani, rientrano nell’ultimo periodo con un parziale di 6-0  nel giro di 2’45” e Latina sembra tornare a intravedere i fantasmi di Matera. Tutto questo, finchè Plateo non suona ancora la carica con un’altra tripla. Per l’Upea, finisce anzitempo per 5 falli la partita di Cardinali, al suo posto dentro Zampolli. Mentre per la Benacquista, la scena si sposta su uno straordinario Micevic, che nell’ultimo parziale mette a segno 12 punti personali. Per la squadra di Ferrari, da registrare un po’ di nervosismo sotto la propria plance, con i siciliani che vanno spesso a realizzare dalla lunetta; ma il vantaggio di 23 punti (72-49) a 5’ dalla fine, appare rassicurante. Nonostante il gran ritorno di Capo d’Orlando, la Benacquista procede a vele spiegate verso la vittoria che arriva con un sensazionale 81-67, tutto da dedicare al presidente Lucio Benacquista, che lunedì si sottoporrà ad un’operazione agli occhi. Auguri.

I tabellini

BENACQUISTA ASSICURIZIONI LATINA – UPEA CAPO D’ORLANDO: 81-67

Parziali: 20-12, 36-30, 63-37

Arbitri: Cherbaucich di Trieste e Ce’ Marco di Cassina dè Picchi

BENACQUISTA ASSICURAZIONI LATINA: Gazzotti 6, Plateo 7, Tavernelli 2, Milani 21, Serena, Quarisa 13, Pastore ne, Camillone, Romano 16, Micevic 16. All. Ferrari
UPEA CAPO D’ORLANDO: Alessandri 3, Casati, Cardinali 3, Benevelli 12, Crow 13, Zampolli 10, Damiani 4, De Min 14, Pellegrino, Zanelli 8. All. Perdichizzi

 

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