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“Dalla fine del governo Berlusconi al nuovo governo Monti, cosa è cambiato?”

L'interrogativo del circolo Pd Italo Alesi che giovedì prossimo in un convegno pubblico incontrerà il senatore Luigi Zanda

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Il Faro on line – Dalla fine del governo Berlusconi al nuovo governo Monti, cosa è cambiato? Patrimoniale, pensioni, riforma fiscale ed elettorale, misure anticasta. A cosa andiamo incontro?
Se lo chiede il circolo Pd Italo Alesi che giovedì prossimo alle 17.30, sala riunioni hotel Cancelli Rossi (via Portuense 2443) incontrerà il senatore Luigi Zanda in un evento aperto alla città al quale parteciperanno il segretario del circolo Pd David Di Bianco e il segretario dell’unione comunale Roberto Saoncella. Aprirà il dibattito il consigliere comunale del Pd Paolo Calicchio.
“Non si tratta della solita iniziativa politica in cui qualcuno verrà a raccontarci cose che accadono o accadranno. La crisi la portiamo tutti sulla pelle. Ed è la crisi di un sistema – spiega Paolo Calicchio -. Un sistema politico che ha fallito e ha mostrato tutte le proprie ambiguità e inadeguatezza, incapace di dare ossigeno alla piccola e media impresa, ai piccoli risparmiatori, la vera spina dorsale di questo paese. Crisi di un sistema economico limitato che ha portato l’Italia sull’orlo di un baratro speculatorio di cui la gente non ha nessuna colpa e si ritrova invece a pagare in prima persona”.

“I nostri conti pubblici – sottolinea – non si riequilibrano con la ghigliottina, ma eliminando il marcio con capacità manageriali che non appartengono per cultura alla destra, molto più avvezza a cercare colpevoli esterni piuttosto che concentrarsi a trovare eventuali errori commessi. Cosa avverrà ai lavoratori? E cosa ai pensionati? Quali dovranno essere le ulteriori misure per rendere più equa una manovra che tartasserà i soliti noti e le classi sociali più debole, le uniche che si accolleranno il peso del maxi debito pubblico provocato da un sistema clientelare e dall’evasione dei potenti? Parleremo di questo. Ci chiederemo come è possibile che i 120 miliardi di euro di evasione non siano incassabili. Perché in Italia la lotta all’evasione sia solo al dieci per cento mentre in Gran Bretagna tochi il 90 per cento. Se la Gerit sia veramente il mezzo più efficace per il contrasto a questo fenomeno. E perché nella manovra non trovi spazio la patrimoniale. Se l’Ici sarà restituita alle casse dei comuni e in che misura, avremo ancora i tagli ai servizi nella nostra città? E i tagli alla politica? Perché la casta rimane l’unica immune ai sacrifici?”.

“La coscienza collettiva – conclude Calicchio – non dovrà dimenticare. E ha l’obbligo di fare tesoro di questi anni bui e barbari di concepire la politica, di questo imbarbarimento dell’ideale civile, della umanità dello stare insieme. Non bisogna dimenticare chi ci ha gettato in questa palude. Chi ha dimenticato il vero senso del vivere civile e il bene della collettività. Di chi fa coincidere la politica con i propri interessi, anche fossero di partito”.

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