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Giornata della biodiversità alla palude di Torre Flavia

Riceviamo e pubblichiamo un articolo scritto da un alunno della Scuola Media Corrado Melone

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Il Faro on line – Il giorno 7 Dicembre 2011 sono andato insieme ai miei compagni di classe, accompagnati dalla professoressa Marozza, alla palude di Torre Flavia. Torre Flavia rappresenta un importantissimo esempio di ambiente umido che si è conservato intatto fino ai nostri giorni, grazie al fatto che in questa zona si svolgeva un’attivita’ di piscicoltura (allevamento di cefali e anguille) fino a qualche anno fa. In questo modo un’area che altrimenti sarebbe stata bonificata, coltivata o urbanizzata (come invece è accaduto per altre aree della nostra zona) si è fortunatamente preservata,con la sua biodiversita’. L’oasi di Torre Flavia dove il tempo sembra essersi fermato, è attualmente tutelata come Monumento naturale dalla Provincia di Roma.

Nella palude c’era Corrado, il responsabile dell’area  che ci aspettava e che ci ha spiegato tantissime cose. Ci ha detto che in questa palude ci sono più di 150 specie di uccelli tra i quali anche numerosi uccelli migratori. Ci ha detto inoltre che gli studiosi per riconoscere le diverse specie di uccelli si aiutano osservando le caratteristiche più importanti di ognuna ( per esempio la grandezza e il colore delle piume). Ci ha fatto vedere una foto di un falco di palude e ci ha detto che questo si riconosce per il colore bianco sulle ali e inoltre che si nutre di pesci (come anche l’airone). Nella palude per vedere molti uccelli è meglio andare la mattina presto, anche verso le 6:00 secondo il suggerimento della nostra guida.

Ci ha parlato del Cannareccione, un uccello della palude che fa il suo nido nel fragmites. Il Cannareccione insieme alla Cannoiola fanno un suono che si può sentire fino a un km di distanza. Questo è un suono che la nostra guida, molto abile nel riprodurlo ce lo ha fatto ascoltare. Dopo siamo andati con grande curiosità da due biologi marini che avevano pescato due cefali e gentilmente ce li hanno mostrati. La nostra guida ci ha spiegato inoltre che le nutrie, razza di roditori molto numerosa nell’oasi, verranno trasferite in un’altra riserva naturale, perchè mangiano troppo (alterando l’equilibrio dell’ habitat naturale) e perchè fanno molte buche.

Un’altra guida, Astrid, alla domanda di una mia compagna che le aveva chiesto cosa fossero le dune, le ha risposto dicendo che sono superfici di sabbia e ciottoli formate dal vento, molto importanti perchè dividono l’avanzata del mare proteggendo le acque salmastre della palude. La guida Astrid ci ha detto che a ogni uccello che viene catturato per studiarlo, viene messo un anello di riconoscimento che non viene più levato. Nella palude gli zoologi hanno individuato circa 60 specie di uccelli migratori, come per esempio limicoli, anatre e aironi.

Per concludere la nostra bellissima mattinata Corrado ci ha portato al boschetto del futuro e ci ha fatto seminare molte ghiande dicendoci che su una quindicina se ne salveranno ( perchè non mangiate dai roditori ) una o due. Così da grandi, tornando a rivisitare la palude, avremo la fortuna e la soddisfazione di vedere le piante da noi seminate e, con la speranza che possa sempre preservarsi così,  continuare a godere della bellezza  e della magia di questo posto.
 
Alunno Filippo Carnevalini classe I N
Classe EcoLaboratorio Scuolambiente
Scuola Media Corrado Melone

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