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“Palme pericolose tra incuria e degrado”

Critiche dal Pdl: “Sul lungomare Caboto e su tutti gli altri giardini pubblici comunali lo spettacolo è umiliante”

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Il Faro on line – “Incuria e abbandono. Sporcizia e pericolo. Non ci troviamo in un quartiere di periferia, ma nel pieno centro storico di Gaeta Sant’Erasmo che sprofonda sempre più nel degrado come dimostrano i rami secchi delle palme cadute nei mesi scorsi nelle aiuole a ridosso dei campi da tennis in Via Annunziata. Qui si assiste ad uno scempio. Le palme secche si sono afflosciate già da molti mesi ed i rami sono caduti a terra in prossimità del marciapiede. Ma ci sono altri rami che stanno lì lì per staccarsi dal tronco: costituiscono grave pericolo per i passanti e per i residenti della zona. Ma l’Amministrazione comunale non ha provveduto né a transennare l’area né a far rimuovere i numerosi rami accatastatisi nel tempo. Non sanno che basterebbe una cicca di sigarette per provocare un incendio di vaste proporzioni?”.
A denunciare questo stato di incuria e di inerzia dell’Amministrazione Raimondi è il Pdl di Gaeta, coordinato da Cristian Leccese, il quale osserva che “piuttosto che affiggere enormi manifesti dove il sindaco ringrazia se stesso per aver fatto ‘rinascere Gaeta’, Raimondi farebbe bene ad utilizzare quei soldi per far rimuovere quei rami secchi e per curare, possibilmente quelle palme su cui si può ancora intervenire per salvarle dal collasso”.
“Mentre in alcuni giardini privati si possono ammirare palme visibilmente in salute, sul lungomare Caboto e su tutti gli altri giardini pubblici comunali lo spettacolo offerto da altre palme è umiliante: sono state decapitate perché colpite dal punteruolo rosso, un coleottero che fa strage di palme ma che comunque si può combattere con interventi fatti in tempo debito. Quello endoterapico, ad esempio, propugnato dal fitopatologo egiziano Nabawy Metwaly risulta essere il metodo più efficace. Le sue iniezioni sul tronco di un composto vitaminico, con oli naturali ed altro ancora, hanno avuto ottimi risultati sulle palme curate (quasi il 100% in provincia di Latina, lo stesso per le palme di Roma e Provincia, 557 quelle sanate contro le 566 trattate).
“Perché l’Amministrazione non è intervenuta per tempo per salvare le palme? Perché i consiglieri della sua maggioranza non lo hanno sollecitato ad intervenire? Per inerzia o per i costi da sostenere per salvarle dagli attacchi dell’insetto asiatico?» a questi interrogativi la constatazione degli azzurri è che «se Raimondi e la sua maggioranza avessero fatto bene i conti, sarebbero intervenuti prima piuttosto che dopo. Difatti, sono notevoli le spese da sostenere ora per rimuovere una palma morta consistenti nel taglio, nel trasporto e nello smaltimento. E, naturalmente, come al solito, saranno i cittadini a pagare per l’incapacità di questa Amministrazione”.

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