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Sel non molla:  “Oggi siamo alla negazione dei valori più autentici del centrosinistra”

Criticato il percorso amministrativo si cerca di costruire l'alternativa a sinistra

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Il Faro on line – “L’assemblea dei circoli di Pomezia e Torvaianica di Sinistra Ecologia Libertà ha confermato il percorso politico che dalla sua nascita l’ha posto come soggetto originale nel panorama politico locale, impegnato nell’affermazione e nella costruzione di una città più equa, più solidale, più vivibile”.E’ quanto si legge in una nota ufficiale di Sel. “L’attuale esperienza amministrativa ha rappresentato e rappresenta la negazione dei valori più autentici del centrosinistra, e la sua permanenza rappresenta un ostacolo alla rinascita di una valida proposta politico-amministrativa di centrosinistra, ed un danno grave per la nostra città. La distruttiva concezione espansiva in ambito urbanistico; la disastrosa gestione finanziaria che ha compromesso le fondamenta degli equilibri economici dell’Amministrazione; il disinteresse nei confronti delle
istanze sociali, l’arroganza e lo spregio delle istituzioni, che caratterizzano l’attuale amministrazione, debbono essere fermate. Per fare ciò Sinistra Ecologia Libertà si propone di confrontarsi in maniera aperta e trasparente con gli altri soggetti politici del centrosinistra, e soprattutto con i loro elettori, militanti e simpatizzanti, per verificare nei fatti la volontà di cambiare pagina, attraverso un profondo ripensamento degli obiettivi, dei metodi e dei soggetti chiamati a realizzarli. Sinistra Ecologia Libertà è altresì impegnata a confermare e ampliare il proprio radicamento nel territorio, continuando l’opera di rinnovamento della politica attraverso l’apertura al contributo di saperi, di impegno, di professionalità, di passione presenti nella realtà della nostra città. La politica è per Sinistra Ecologia Libertà non una vuota enunciazione di principi, ma un impegno concreto per rispondere ai bisogni, alle aspirazioni, alle esigenze della persona e della comunità, partendo dai luoghi e dai contesti in maggiore difficoltà, come nel caso di Torvaianica,  e di tante altre realtà finora vissute come periferie da sfruttare anziché come potenzialità da valorizzare”.

 

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