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Chiusa l’esperienza Ciogli: ora Cerveteri volti davvero pagina

La sfiducia bipartisan non nasconde la crisi dei partiti

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Il Faro on line – Dopo mesi, anni di agonia e immobilismo ieri sera alle 20.30 si è chiusa l’esperienza del Sindaco Ciogli a Cerveteri. Un Sindaco su cui la città aveva riposto molto ottimismo, ma lo stesso si è trovato, come i suoi predecessori insabbiato nella palude cerite. Ieri sera Cerveteri ha vissuto l’ennesima brutta pagina di una storia amministrativa recente da far venire i Brividi. 4 Sindaci con mandato interrotto: Cetica, Rossi, Brazzini e ora Ciogli. Che la maledizione di Tuculca davvero faccia da tappo allo sviluppo di quella che oggi, alla soglia di 40000 cittadini non è più un paese, ma dovrebbe aspirare a pensare da città?
Al di là di frivole giustificazioni resta il fatto che la città vive un immobilismo decennale in cui l’unica politica perpetrata è stata quella dello sviluppo urbanistico senza una visione d’insieme che ha certamente “mangiato” territorio senza una politica adeguata. Tornando a ieri sera e all’epilogo della Giunta Ciogli, si è vissuta una pagina piuttosto buia fatta di interventi degli ex consiglieri troppo spesso dai toni esasperati e di attacchi personali davvero poco eleganti che poco avevano a che fare col momento drammatico che, per l’ennesima volta, ha vissuto Cerveteri. Il Sindaco nulla ha potuto di fronte ai 12 no: Bartolozzi, Costantini, Gazzella, Croci, Porro, Juri Marini, Altobelli, Ridolfi, Accardo, Attili, Rossi e Orsomando.
Una sfiducia bipartisan che però non nasconde la crisi che i partiti vivono in città. Il PD esce con le ossa rotte, mentre il PdL dovrà trovare in poco tempo quell’unità che rincorre da anni. Il Sindaco Ciogli ha dichiarato di rispettare il voto del consiglio, ma di essere preoccupato per l’arrivo del commissario. Da cittadino, prima che cronista, mi sento preoccupato per Cerveteri. Dietro l’angolo potrebbero esserci mesi di campagna elettorale dura e dai toni aspri anche a causa dell’inchiesta di corruzione che coinvolge alcuni ex consiglieri. Cerveteri, invece, meriterebbe una campagna elettorale incentrata su temi che riguardano il suo futuro, su quella visione che manca da anni. Ha bisogno di intelligenze e delle volontà migliori della città per realizzare un’alternativa che è possibile e auspicabile.  Ora più che mai la città ha bisogno di essere unita, di incontrarsi e costruire insieme il suo futuro, di avere coraggio e lo sguardo proteso in avanti, di eliminare dal vocabolario la parole personalismo e inciucio. Ha bisogno di guardare alle sue ricchezze, al mare, ai siti archeologici, alle sue colline colme di prodotti di eccellenza, ha la necessità di far sentire la sua voce nel comprensorio, di assurgere a metà turistica di prestigio, di essere la città ideale dove crescere i proprio figli, dove i servizi al cittadino siano davvero tali, dove anche la viabilità sia da città normale.
Ecco, Cerveteri ha bisogno di tornare a quella normalità che sembra così lontana, ma che invece è a portata di mano, è nei sentimenti di molti uomini e molte donne della città che hanno solo la necessità di ritrovarsi intorno al tavolo e tutti insieme, voltare pagina.
Riccardo Dionisi

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