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Intergroup: 25 anni di progettazione verso il futuro

La linea logistica per i porti del Lazio

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Il Faro on line – Intergroup progetta il futuro per celebrare i suoi primi 25 anni, cui comune denominatore sono state la volontà e la dinamicità con cui il gruppo ha vissuto in prima linea l’evoluzione, ancora oggi tutt’altro che compiuta, della logistica integrata in Italia.
L’azienda nasce nel 1986 da un’intuizione dell’attuale presidente, andando a cogliere e soddisfare la mancanza di un hub logistico realmente baricentrico sul territorio nazionale, scommettendo sul porto di Gaeta per poter rappresentare la naturale piattaforma logistica per le industrie e gli abitanti del Lazio e del medio Tirreno.
L’avventura di intergroup parte da un magazzino nella provincia di Latina (Formia) quando i termini supply chain, logistica, ultimo miglio, autostrade del mare, intermodalità non erano certo di uso quotidiano e nell’arco di questo quarto di secolo, un passo dietro l’altro, giorno dopo giorno, è arrivata a configurarsi come realtà logistica diffusamente articolata sul territorio nazionale ed europeo.
L’orientamento dinamico si esalta ancora di più oggi nell’Italia a rischio recessione, laddove armato di progetti e passione il gruppo guarda al futuro con coraggio. Proprio in questa fase ha infatti intrapreso una profonda riorganizzazione, iniziata 2 anni fa con l’acquisizione di talenti provenienti da esperienze internazionali e di prim’ordine, come il general manager Giovanni Migliaccio (in arrivo da una lunga esperienza presso il porto di Anversa) alla guida di tale ristrutturazione che ora prosegue con un forte investimento in IT: un team dedicato sta lavorando infatti all’implementazione di un innovativo software gestionale, che andrà live ad inizio 2012.
Non solo la riorganizzazione a caratterizzare il biennio appena concluso, ma anche investimenti molto significativi: un magazzino doganale all’avanguardia di 4.000 metri quadrati situato proprio sulle banchine dell’area portuale di Gaeta, un distriport di 20.000 metri quadrati nel cuore del porto di Civitavecchia, un parco mezzi integrato con l’acquisto di una nuova gru Gottwald 170 E, un forklift Kalmar ad alta portata (42 T) e nuovi camion nella flotta per l’autotrasporto. Anche gli input strategici sono stati decisi: il gruppo si è infatti specializzato ulteriormente nella movimentazione di project cargo, seguendo commesse molto complesse come il primo export verso l’Australia di turbine eoliche usate, si è messo alla prova nel trading diretto di materie prime industriali ed ha intrapreso con decisione la svolta green rendendo energeticamente autosufficienti due piattaforme logistiche attraverso la produzione di energia solare (impianti per un totale di 600 KWp).
L’azienda conta oggi su uno staff di circa 100 persone, tutti riuniti per un barbecue in spiaggia a celebrare il venticinquennale, e guarda il futuro con solide certezze: ha in cantiere investimenti ancora più ambiziosi per il terminal di Civitavecchia, ha appena aperto una nuova e strategicamente importante piattaforma logistica pugliese, dotata di scalo ferroviario e impianti di packaging, ed attende in pochi mesi la fine delle imponenti (35 milioni di euro investiti dall’Autorità Portuale) opere di ampliamento del porto di Gaeta che porteranno, a pochi metri dagli uffici del head quarter e dal magazzino doganale, il pescaggio del porto a 12 metri, triplicando le banchine commerciali e le opportunità per il gruppo.

Curiosità: l’Amerigo Vespucci a Gaeta

Negli ultimi giorni di settembre, nel programma di celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, il porto commerciale di Gaeta ha ospitato il 18mo raduno della Marina Militare Italiana.
In banchina sono state presenti la nave scuola Amerigo Vespucci, il vascello più anziano attualmente in servizio per la nostra Marina, il cacciatorpediniere stealth Caio Duilio, che ha ricevuto la Bandiera di Combattimento, e la nave da assalto anfibio San Giorgio.
L’attività del porto commerciale e di intergroup non si è fermata per l’occasione: è stata anzi sbarcata una nave da 18mila tonnellate, senza arrecare disturbo ai prestigiosi vascelli ed alla folla di curiosi ed addetti ai lavori che ha popolato l’area portuale.

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