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Ecco la finanziaria del Lazio

Il Faro on line - E’ durato giorni il confronto alla Pisana sulla finanziaria, ma alla fine Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mario Abbruzzese ha approvato con 40 voti a favore, e 21 contrari la Finanziaria regionale. La manovra nel suo complesso, come avevamo sottolineato nei giorni scorsi, vale 1,7 miliardi di euro, tra tagli alla spesa (1,4 miliardi) e maggiori entrate per 300 milioni di euro. Le entrate e le uscite del Bilancio di previsione 2012 sono pari a 28 miliardi e 770 milioni di euro in termini di competenza e in 36.556.032.644,38 euro in termini di cassa. Il disavanzo sanitario 2011 è stimato in 840 milioni di euro. Le maggiori entrate sono attese dalla lotta all'evasione fiscale (80 milioni) e all'evasione sui ticket sanitari (60 milioni), dall'introduzione di una nuova imposta regionale sulla benzina per autotrazione (40 milioni) e dall'aumento del bollo auto (60 milioni), stabiliti dalla Finanziaria (PL 291). Il limite massimo di ricorso ai mutui e ad altre forme di indebitamento è fissato in 4 miliardi e 772 milioni di euro. Durante l’audizione non sono mancate le tensioni, sopratutto in merito allo scottante argomento dei vitalizi. L’istituto dell'assegno vitalizio spettante ai consiglieri è abrogato a partire dalla X legislatura regionale, mentre la vecchia normativa si applica ancora per i consiglieri regionali e per gli assessori in carica o cessati dal mandato nella IX legislatura, cioè quella attuale. L’articolo 10 stabilisce anche che le indennità dei consiglieri siano fissate alla data del 30 novembre 2011, che siano indicizzate annualmente sulla base della variazione del costo della vita accertato dall'Istat e che tale adeguamento sia sospeso per la durata dell'intera IX legislatura. Il Consiglio regionale stabilisce con legge  – recita inoltre il provvedimento -, entro la fine della presente legislatura, un sistema previdenziale contributivo per i consiglieri eletti a partire dalla X legislatura basato sul sistema di calcolo vigente per i dipendenti pubblici con il limite inderogabile del requisito anagrafico minimo pari a 60 anni. Il comma 7 dell’articolo 10 recita che “è facoltà di ciascun consigliere o assessore regionale in carica o cessato dalla carica comunicare in maniera irrevocabile la volontà di rinunciare all'istituto dell'assegno vitalizio entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge”. Il provvedimento relativo ai vitalizi è stato terreno di battaglia fin dall’inizio dei lavori in commissione Bilancio. “Se dovessimo vedere il Parlamento-ha dichiarato il capogruppo dei Verdi, Angelo Bonelli-i ministri esterni non hanno diritto al vitalizio, mentre voi avete deciso di introdurre il vitalizio agli assessori esterni con un aggravio notevole della spesa pubblica corrente della Regione Lazio”.
M.S.

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