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Rifiuti nel Lazio: qual è l’emergenza?

Difficile comprenderne le ragioni, anche la Regione ha le idee poco chiare

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Il Faro on line – Dal 2000 assistiamo a vari proclami aventi ad oggetto paventate crisi ambientali, nonché improbabili chiusure della discarica di Malagrotta per il presunto esaurimento della stessa.
“Come un orologio svizzero – dichiara Vanessa Ranieri Presidente del WWF Lazio – alla fine di
ogni anno da undici anni a questa parte viene scongiurata la presunta e tanto decantata ‘crisi’ con una banale quanto dannosa proroga quasi sempre tirata fuori all’ultimo dal cilindro del Commissario di turno. La stessa proroga che da oltre un decennio ci tiene sotto scacco con discariche ed inceneritori.”Per meglio comprendere sarebbe opportuno sapere che la discarica di Malagrotta non è un unicum. I 190 ettari sono divisi in lotti, alcuni già esauriti, altri forse in via di esaurimento ed alcuni forseappena autorizzati. Inoltre Malagrotta è autorizzata per volumetrie altimetriche e nel piano di adeguamento della discarica stessa non sembrerebbe essere specificato l’esatto ammontare della capacità di ammettere il rifiuto. Aggiungiamo che ricevendo ancora il tal quale la discarica esaurisce velocemente le volumetrie per poi essere nuovamente capace di ricevere data la perdita fisiologica del 30% dovuta alla putrescenza del materiale organico.

Dunque diviene difficile comprendere le ragioni dell’emergenza e sembrerebbe che neanche la
Presidente della Regione Lazio su questo punto abbia le idee ben chiare. Fatti che lasciano
immaginare che forse l’allarme emergenziale è presumibilmente l’unica vera pianificazione in nome di un interesse che certo non coincide con il rispetto per la salute pubblica e del territorio.

“Forse sarebbe il caso di utilizzare i periodi di proroga – conclude Ranieri – investendo seriamente e con coscienza nell’adozione di strategie virtuose che vedano gli Enti locali impegnati nella realizzazione di siti di compostaggio, isole ecologiche e nell’avvio diffuso della raccolta differenziata spinta. Questa è la giusta strada da percorrere piuttosto che continuare strumentalmente ad allargare discariche od individuare nuovi siti, nuove Malagrotta. Infine riteniamo piuttosto preoccupante lo scontro istituzionale a cui abbiamo assistito ieri: da una parte il Consiglio di Stato che decreta e dall’altra la sconfessione, a poche ore dal pronunciamento presidenziale, da parte del Consiglio dei Ministri con un provvedimento che di fatto impone la volontà politica sulla tutela giurisdizionale “.

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