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Concorso fotografico “Donne nel Lazio”

Il Faro on line - In questo periodo si parla molto di donne e lavoro e di come sia sempre più netta la differenza nel campo lavorativo, dall'assunzione alla pensione, tra mondo maschile e mondo femminile. Divise tra ufficio, o fabbrica, e figli, le donne spesso si meriterebbero davvero molto di più sia dal punto di vista finanziario che da quello della visibilità. E proprio dal rapporto tra donne e lavoro che è nato il concorso fotografico dal titolo "Donne nel Lazio". L'iniziativa, promossa dall'Assessorato Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio di concerto con l'Assessorato al Lavoro e Formazione, vuole contribuire ad evidenziare il ruolo della donna nella società e rappresentare nella sintesi fotografica la partecipazione diretta nei ruoli, significati e impegni che la donna interpreta quotidianamente. Il premio "Donne nel Lazio" verrà assegnato l'8 marzo in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

Per ognuna delle categorie sono istituiti tre premi, assegnati alla miglior foto di cronaca, foto naturalistica e foto ritratto. Sono in tutto 113 le concorrenti che hanno partecipato alla prima edizione del concorso fotografico "Donne nel Lazio". A giudicare le opere in concorso, una qualificata giuria di esperti presieduta da Roberta Allegrini, nota direttrice di fotografia del cinema, e costituita da Monique Vaute, presidente della Fondazione RomaEuropa arte e Cultura, Martha Capello, presidente dell'Associazione Giovani produttori Cinematografici, Stefania Giacomini, giornalista e conduttrice del TGR Lazio, Iolanda Piccinini, docente di Diritto del lavoro presso la LUMSA, Paolo Butturini, segretario dell'Associazione Stampa Romana. Oltre il 60% delle concorrenti risiede nella provincia di Roma, seguono poi per numero di concorrenti le provincie di Frosinone, Latina, Viterbo e Rieti. Le partecipanti hanno scelto in prevalenza le foto ritratto (59%), mentre il 21% ha inviato foto di cronaca e il restante 20% foto naturalistiche. Secondo una recente indagine curata dall'Eures, un ulteriore fattore di debolezza strutturale del sistema lavorativo del Lazio è costituito dall'irrisolta questione di genere, nodo centrale per un'economia che vuole competere sugli scenari globali: nel 2010 nel Lazio lo scarto tra il tassi di occupazione maschile e femminile risulta pari a ben 20,6 punti percentuali (rispettivamente 69,6% e 49%), a fronte di una differenza di 11,8 punti con riferimento alla media dei paesi UE27.

Tuttavia, in termini dinamici, se il tasso di occupazione femminile risulta nel Lazio complessivamente in crescita, risultando il più alto dell'ultimo quinquennio, quello maschile appare in forte contrazione (-1,1 punti percentuali rispetto al 2009 e -2,2 rispetto al 2008) per effetto di un processo di "sostituzione" della manodopera maschile dell'industria con lavoratrici flessibili nelle diverse filiere dei servizi. Questo processo è confermato anche dalla diffusione dei contratti atipici, che interessano il 13,8% delle donne occupate (oltre 130 mila lavoratrici) a fronte di una quota inferiore di uomini (l'8,8%, pari a 116 mila unità). Anche analizzando il tasso di disoccupazione la componente femminile della forza lavoro appare fortemente penalizzata, con un tasso pari nel Lazio all'8,4% per gli uomini e al 10,6% per le donne, con gli scarti maggiori a Frosinone (7,7 punti percentuali), seguita da Latina e Rieti (2 punti), Roma (1,9 punti) e Viterbo (1 punto percentuale).
Marco Staffiero

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