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Disoccupazione, Giovane Italia al Parlamento europeo

Iotti: “I giovani hanno bisogno di opportunità non di ammortizzatori sociali”

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Il Faro on line – Disoccupazione e giovani alla base della trasferta a Bruxelles presso il Parlamento Europeo dei circoli di Roma e provincia della Giovane Italia nel corso della quale si  sono tenute due importanti iniziative riportanti lo slogan “youth and unemployment: ghost for too long. Enough talk. Now a strategy from Europe”.

Accesso al credito per i giovani imprenditori, avvio di un processo di integrazione europea nell’ambito della formazione e dell’istruzione, retribuzione per legge del tirocinio formativo, creazione di un portale europeo per la mobilità dei lavoratori e incentivi alla mobilità all’estero sono i principali contenuti dell’appello rivolto all’Unione Europea dai giovani del Pdl.

Questa strategia è stata elaborata dai gruppi della Giovane Italia ed illustrata nel corso di un convegno moderato dal Dott. Paolo Corsini, vice direttore del GR Radio Rai, al quale sono intervenuti l’On. Roberta Angelilli Vicepresidente del Parlamento Europeo e gli eurodeputati Mario Mauro, Carlo Fidanza, Elena Basescu e Georgios Papanikolaou rispettivamente in rappresentanza di Italia, Romania e Grecia.

Presente anche la Giovane Italia di Ardea con i ragazzi del circolo “Giovani Idee” il cui relatore Riccardo Iotti, Dirigente provinciale del movimento giovanile del Pdl e Consigliere Comunale di Ardea, ha formulato interessanti spunti per l’elaborazione di una strategia in grado di fronteggiare la disoccupazione giovanile. A partire dai dati forniti da Eurostat l’Italia ha riportato un tasso di disoccupazione pari al 8,9% di cui il 31% è rappresentato dai giovani. Il dato si aggrava se a queste percentuali si aggiungono anche le stime sull’invecchiamento della popolazione europea.

“Il rimedio alla disoccupazione giovanile e a tutti gli effetti che questo genera nell’ambito economico e sociale – dichiara Riccardo Iotti – va ricercato in un nuovo modello di welfare non più assistenzialista nei confronti delle giovani generazioni. I giovani hanno bisogno di opportunità non di ammortizzatori sociali. Se l’Europa del futuro deve essere trainata dai giovani, i governi europei hanno il dovere di lasciare che siano i giovani stessi ad elaborare un nuovo modello economico, politico e sociale che sappia rispondere alle nuove sfide che le economie emergenti impongono all’Europa e al resto del mondo e ad avviare un nuovo processo di integrazione europea.”

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