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“Consulta anti-mafia, dal Sindaco ancora silenzio”

Paolo Calicchio (Pd): "Sulla prevenzione alla criminalità il Comune di Fiumicino è l’ultima ruota del carro"

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Il Faro on line – La giunta comunale di Anzio, ultimo comune della Provincia di Roma in ordine di tempo, ha approvato nei giorni scorsi la delibera di adesione alla Consulta provinciale antimafia.
Si tratta, come spiegato dal presidente Zingaretti e dall’assessore provinciale alla sicurezza Paluzzi, soggetti traino dell’iniziativa, di un importante strumento a disposizione di enti locali e associazioni per favorire la partecipazione e il confronti sui problemi legati alle infiltrazioni delle mafie nell’area metropolitana di Roma. E di una piattaforma per studiare e mettere in campo tutte le azioni necessarie per prevenire e contrastare ogni forma di criminalità organizzata da promuovere sul territorio provinciale.

“Purtroppo, ancora una volta, – sottolinea il consigliere comunale del Pd, Paolo Calicchio – sulla prevenzione alla criminalità il Comune di Fiumicino è l’ultima ruota del carro. Non solo la mozione presentata più di due anni fa dal Partito democratico per chiedere al consiglio di aderire all’associazione dei comuni italiani contro le mafie non è mai stata approvata. Ma ora, dopo i ripetuti inviti del presidente Zingaretti a far parte della consulta anti mafia, il sindaco continua ostinatamente a fare spallucce, sottovalutando per chissà quali scopi politici un problema gravissimo presente anche sul nostro Comune, come già evidenziato da molte relazioni della direzione nazionale antimafia. Un atteggiamento sordo, dal quale il Pd prende le distanze”.

“La presenza di beni sequestrati alla banda della Magliana, organizzazione ancora in attività sul territorio laziale e romano, come dimostrano le recenti cronache: 5 omicidi dal’inizio dell’anno e 37 nel 2011. E i grandi interessi che suscita lo sviluppo del territorio del nostro comune – spiega Raffaele Megna, responsabile del forum sulla sicurezza e legalità del Pd regionale -, non possono farci pensare di essere immuni da infiltrazioni mafiose. Ormai non basta più sostenere le pur lodevoli attività di attestazioni antimafia che sul nostro territorio vengono date alle esigue forze dell’ordine presenti o a personalità impegnate. Ci vuole un lavoro maggiore, come l’adesione immediata alla consulta antimafia della Provincia di Roma e all’associazione dei comuni contro le mafie”.

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