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“Carabinieri e briganti”

Il nuovo libro dei Lisetti pubblicato da Caramanica

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Il Faro on line – Il generale Aldo Lisetti, Delegato alla Sicurezza sociale dal Presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani, ha dato alle stampe il libro sui briganti che sin dall’anno scorso era stato preannunziato dall’Editore Armando Caramanica di Minturno per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Lo ha scritto a quattro mani con il figlio Enrico, avvocato del Foro di Roma patrocinante in Cassazione, che aveva pubblicato, nel 1994, il volume “Briganti sugli Ausoni”, che ebbe particolare successo, favorevoli giudizi della critica e consensi di lettori.
Questo nuovo e ponderoso volume, assecondando la richiesta dell’Editore Caramanica, ha ampliato la ricerca precedente, fornendo la storia del brigantaggio in Italia e in Europa, sino alla nascita della mafia come organizzazione criminale sotto un solo vertice di comando e senza confini territoriali.  
Racconta storie di brigantaggio e criminalità di tutte le regioni italiane, dal Piemonte alla Sicilia, passando per città e paesi lungo la dorsale appenninica e con particolare riferimento ai monti Aurunci, Ausoni e Lepini, che intensamente vissero il viavai di tante bande armate, prima durante e dopo l’unità d’Italia sino all’inizio del XX secolo. Innumerevoli gli episodi che i Lisetti, padre e figlio, citano con originali aspetti narrativi tratti dai rapporti processuali e dai verbali dei Carabinieri corredati di immagini inedite e di particolare efficacia.
Nella narrazione emergono figure di grande spessore tra i Carabinieri che condussero, dall’unità d’Italia in poi, la strenua lotta di repressione del brigantaggio. Tra esse quella del capitano comandante la compagnia di Formia, Michele Giacheri, che nel 1890 arrestò nel territorio temutissimi briganti e operò con tale audacia da essere considerato tra i migliori cacciatori di briganti. Infatti, il comando generale lo trasferì, nel 1896, nella Maremma toscana per catturare un imprendibile capobrigante, Domenico Tiburzi, soprannominato il “re della macchia”, autore di imprese leggendarie, che fu ucciso nel corso di un conflitto a fuoco e la sua banda fu sgominata nella foresta di Capalbio.
Altro eccezionale carabiniere, citato nel libro, è Chiaffredo Bergia, che dalla gavetta raggiunse il grado di capitano conseguendo tutte le promozioni per benemerenze d’Istituto a seguito di audaci e rocambolesche catture dei più pericolosi briganti. Operò soprattutto tra l’Abruzzo e la Puglia, travestendosi da pastore, contadino e cacciatore per sorprendere le sue “prede”. Tra le sue imprese emerge la cattura del capobrigante Giuseppe D’Alena di Itri, della sua druda e di altri suoi terribili associati.
Il generale Lisetti, nell’esaltare l’operato dell’Arma, intende richiamare l’attenzione su fenomeni sociali e su grandi eventi storici, politici e istituzionali del nostro Paese – così come avvenuto per altri percorsi della memoria promossi dal Presidente Cusani, ufficiale dell’Arma in congedo – che videro i Carabinieri protagonisti di lotte e di scontri a fuoco contribuendo alla realizzazione dell’unità d’Italia, prima, e alla formazione dello Stato democratico, dopo. Lo scontro tra Carabinieri e briganti – afferma il generale Lisetti – è stato secolare e merita di essere ricordato e tramandato alle giovani generazioni. Il libro che egli sta per pubblicare con il figlio vuole essere un piccolo contributo al ricordo delle citate imprese e delle centinaia di vittime che si registrarono tra ufficiali, sottufficiali e carabinieri.

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