Seguici su

Cerca nel sito

Sviluppo della pesca locale, parte il progetto di ripopolamento ittico

L’assessore Giuseppe Federici: "L’intervento di preservazione della biodiversità marina permetterà di rilanciare un settore strategico"

Più informazioni su

Il Faro on line – Via libera della Giunta al progetto “Mare nostrum” per il ripopolamento ittico delle acque del Circeo. Con delibera del 16 febbraio, il Comune di San Felice Circeo ha approvato l’intervento che permetterà di preservare e sviluppare la fauna e la flora marina in base a quanto stabilito da un bando pubblicato dalla Regione Lazio. In pratica, il progetto prevede il posizionamento di elementi fissi a protezione dell’ampia zona di prateria di Posidonia oceanica, situata tra il porto del Circeo e Torre Olevola, al fine di consentire il ripopolamento ittico. L’obiettivo è di salvaguardare quest’habitat, indispensabile per la salute del nostro mare e considerato prioritario dalla Comunità europea, attraverso l’installazione delle barriere, al fine di favorire la piccola pesca artigianale locale. 
La richiesta di finanziamento inoltrata alla Regione per la realizzazione dell’opera ammonta a 450 mila euro a cui si aggiungono i 10 mila euro messi a disposizione dal Comune. “E’ un progetto che abbiamo ritenuto prioritario e seguito con molta cura fin dal 2007 quando l’idea ci fu proposta dai pescatori locali – ha detto l’assessore alle politiche del mare Giuseppe Federici – Ritengo che il connubio tra la protezione della posidonia e il ripopolamento ittico possa creare le condizioni di crescita della piccola pesca artigianale locale, un settore strategico dell’economia del territorio. La protezione dell’ habitat marino – ha proseguito l’assessore –  favorirà sia il rilancio del comparto,  permettendone  uno sviluppo compatibile con la salvaguardia dell’ambiente marino, che l’incremento delle attività turistico-ricreative come il diving o la pesca sportiva. L’auspicio è quello di poter ripetere tale interventi attraverso nuovi bandi, in quanto sono state già individuate altre aree sensibili dover poter intervenire”.

Più informazioni su