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Dibattito su accesso al credito per le imprese e riforma sociale

Il Faro on line - Oggi al centro del dibattito nella commissione Piccola e media impresa, commercio e artigianato, del consiglio regionale del Lazio, presieduta da Francesco Saponaro, la criticità in cui versano le imprese del Lazio e il settore dell'accesso al credito. Uno sforzo apprezzato da tutte le sigle intervenute alla Pisana in rappresentanza delle piccole e medie imprese: Confindustria, Unindustria, Cna, Casartigiani, Acai, Confcooperative, Federlazio.  Molte le problematiche affrontate e portate all'attenzione dei commissari presenti (le vice presidenti Gina Cetrone del Pdl e Annamaria Tedeschi di Idv, e i consiglieri Luigi Abate della Lista Polverini, Mario Mei dell'Api e Giuseppe Parroncini del Pd). La recente ondata di maltempo, caratterizzata da abbondanti precipitazioni nevose, ha creato, nel breve termine, non poche difficoltà alla sopravvivenza delle imprese più piccole o comunque giù in sofferenza. Di conseguenza, è stata richiesta la possibilità di attivare la cassa integrazione in deroga e il differimento delle scadenze tributarie, per salvaguardare i posti di lavoro messi a rischio da i lunghi periodi di inattività patiti e dal danneggiamento di capannoni e strutture adibite alla produzione. Da tutte le sigle, poi, un appello ad un più serrato confronto con l'assessorato competente e alla massima trasparenza nella gestione dei contributi regionali stanziati per le imprese vittime dei danni da maltempo. Nell'ottica del lungo periodo, invece, sono state depositate agli atti le osservazioni al piano di riforma delle Pmi elaborato dalla Giunta.

Nel pomeriggio la commissione Sanità, presieduta da Alessandra Mandarelli, ha ricevuto in audizione gli esponenti regionali dell'Unione Sindacale Italiana - Usi Ait in merito alla situazione dell'Azienda speciale comunale Farmacap di Roma. Al centro del dibattito, la richiesta da parte dei rappresentanti dei lavoratori di particolare attenzione istituzionale sulle ipotesi di sviluppo e rafforzamento dei servizi attualmente in capo a Farmacap (teleassistenza, telemonitoraggio, telecompagnia ad anziani, asili nido e farmacie in aree disagiate), anche alla luce della mozione in tal senso approvata nel settembre 2011 dall'Assemblea di Roma Capitale. In tale documento, ribadendo il ruolo di Farmacap nell'ambito della prevenzione socio-sanitaria a favore delle categorie in sofferenza sanitaria e sociale e la capillare presenza sul territorio delle strutture e dei servizi gestiti, l'Assemblea capitolina impegnava il sindaco Alemanno a definire al più presto la stipula di un nuovo contratto di servizio per il triennio 2011/2013, al fine di garantire la continuità delle prestazioni erogate a circa quattromila persone a Roma, evitando licenziamenti tra i circa 380 dipendenti e scongiurando l'ipotesi di trasformazione in SpA dell'Azienda.

Infine, nel tardo pomeriggio la commissione Lavoro, pari opportunità, politiche giovanili e politiche sociali, presieduta da Maurizio Perazzolo (Lista Polverini), ha approvato, con cinque voti a favore e tre contrari, la proposta di legge regionale n. 226, concernente il ‘Sistema Integrato degli interventi, dei servizi e delle prestazioni sociali per la persona e la famiglia nella Regione Lazio’, licenziata dalla Giunta regionale il quattro giugno scorso su proposta dall’assessore alle Politiche sociali e alla famiglia, Aldo Forte (Udc). Dopo tre mesi di lavori, preceduti da otto giornate di audizioni, si chiude così l’esame della riforma che passa ora alla discussione dell’Aula consiliare. In armonia con la legge quadro nazionale del 2000, il provvedimento disegna un nuovo sistema dei servizi sociali nel Lazio. A cominciare dal passaggio dagli attuali 55 distretti socio-sanitari alle Oasi (Organismo per le azioni sociali integrate), con l’individuazione di un Ambito territoriale ottimale (Ato) più ampio, che coincide territorialmente con quello dell’Asl di riferimento. L’Oasi è un consorzio formato dai comuni dell’Ato: è responsabile dell’attivazione dei servizi a livello locale, grazie al lavoro di personale tecnico-amministrativo specializzato nel settore sociale, e ha l’obbligo del pareggio di bilancio. Responsabile della programmazione locale, definita Rete sociale locale con durata triennale, è invece la Conferenza dei sindaci dell’Ato, guidata da un presidente e disciplinata da un apposito regolamento. Anche la Giunta viene dotata di uno strumento di programmazione triennale: la Rete sociale regionale, che è predisposta previa consultazione di enti pubblici e privati, sindacati e organismi del settore, ed è sottoposta all’esame del Consiglio regionale.  Tra le novità più importanti della riforma sociale, il Quoziente Lazio. Uno strumento che, migliorando l’Isee, modula in maniera più equa le tariffe dei servizi e delle prestazioni socio-assistenziali in relazione alla situazione economica e sociale delle famiglie, con particolare attenzione alla presenza di minori, anziani e disabili. C’è, poi, l’introduzione nel Lazio come prima regione in Italia del sistema internazionale Icf per la valutazione dei bisogni delle persone con disabilità. Altra novità, l’accreditamento per i servizi socio-assistenziali, che si aggancia alla previsione dei voucher di cura: buoni per l’acquisto di prestazioni sociali da soggetti accreditati.

L’obiettivo è innalzare la qualità e il controllo, anche attraverso la diretta facoltà da parte della Regione di effettuare verifiche, così come per mezzo della valutazione degli interventi dell’intero sistema integrato con la redazione triennale di un bilancio sociale. Infine, c’è l’introduzione dello standard di un assistente sociale ogni diecimila abitanti, salvo la possibilità di prevedere un numero maggiore di operatori in rapporto alle particolari esigenze dei singoli territori.
Marco Staffiero

 

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