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Il Movimento 5 Stelle scrive al presidente Vizzani e al Sindaco Alemanno

In primo piano il Bando dei Servizi connessi alla balneazione in concessione a Roma Capitale

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Il Faro on line – Riceviamo e Pubblichiamo – Martedì 14 febbraio durante una riunione pubblica, così come tante altre realtà riconosciute del nostro territorio, abbiamo visto partecipare moltissimi cittadini che Lei rappresenta i quali non si sono limitati a vivere l’adunanza come una mera occasione di partecipazione, ma vista l’attualità e la gravità di una crisi strutturale di sistema e delle politiche adottate da questo Municipio basate unicamente su modelli economici di esclusività che non possono che riconoscersi nella compressione dei diritti, hanno deciso di riempire la giornata di tanti contenuti e tematiche che vivono quotidianamente sulla propria pelle.

Si è rivendicato il diritto al bene comune spiaggia e l’importanza di avere uno spazio sociale autogestito dove dar vita a nuove idee e all’interno del quale costruire, insieme alle altre realtà territoriali sensibili al tema, un’ alternativa all’attuale modello di società imposto. Si è avvalorato inoltre il diritto a una spiaggia sostenibile per tutti e la contrarietà all’inutile bando in corso che consegnerà le ultime dieci spiagge libere del litorale romano a un modello imprenditoriale fallimentare, come  dimostratosi in questi anni con il 90% delle restanti spiagge, ormai, di fatto privatizzate. Le conseguenze di questa visione di sviluppo vanno a colpire le fasce più deboli della società a partire dalle famiglie disagiate e persone socialmente poco integrate costrette a pagare il costo di questa crisi e di politiche rivolte a pochi. Abbiamo ritenuto inoltre di esprimere la nostra contrarietà a un bando di gara per l’assegnazione dei servizi connessi alla balneazione per le spiagge libere in concessione a Roma Capitale.

Non per conservatorismo o perché non vogliamo il progresso, ma proprio perché riteniamo che il progresso e una spiaggia sostenibile nascano dalla riconversione dell’esistente, dalla promozione sociale e veramente pubblica, contro quella privata delle lobby balneari, dalla valorizzazione e dall’implementazione di strutture leggere e non invasive che non devono essere in assoluto fonte di enorme reddito a scapito dei cittadini. Le concessioni che verranno rilasciate andranno a gravare, inoltre, ancora una volta sulle tasche dei cittadini e allo stesso tempo non comporteranno un miglioramento della qualità del servizio che deve essere priorità sociale e tantomeno, tali concessioni, risponderanno alle esigenze della comunità e del distretto turistico poiché andranno ad oscurare la naturale visibilità del mare con le nuove strutture previste dal bando. Per affrontare almeno in parte questi problemi ci siamo resi promotori, come tante altre realtà del nostro territorio, di una campagna informativa contro tale decisione.

Proprio al termine dell’assemblea cittadina in un incontro positivo con i responsabili delle Cooperative sociali, precedentemente assegnatarie delle concessioni, abbiamo avuto l’occasione di confrontarci su alcune istanze che riguardano i cittadini da vicino come il mancato rispetto delle leggi da parte di molti gestori balneari come documentato in questi ultimi anni e sulla possibilità di presentare i progetti delle cooperative come modello riconosciuto d’efficienza e qualità ambientale.

Ciò per evidenziare come la nostra non sia una contrarietà sterile e a prescindere riguardo il nodo della sostenibilità, ma che al contrario, di fianco alla contrarietà, sappiamo porre anche altre soluzioni, percorrendo un agire costituente, prendendo esempio da quel grande movimento contro la privatizzazione di un bene vitale come l’acqua, che alla contrarietà della privatizzazione e del profitto su un bene comune, ha saputo creare e produrre leggi, stati giuridici e cultura. In quest’ottica pensiamo ad esempio che i costi sicuramente in proporzione ridimensionata, per la realizzazione delle strutture potrebbero essere destinati al ripristino della visibilità del mare nell’area di Ostia levante, riconosciuta su scala nazionale, come un lungo muro piuttosto che un lungomare o altri sevizi del welfare locale nell’ambito dell’offerta proposta dai gestori degli stabilimenti balneari, servizi così violentati da uno strapotere che deriva sicuramente da una richiesta notevolmente superiore all’offerta.

Chiediamo come Movimento Cinque Stelle Roma XIII che si crei e si produca una diversa politica intorno al governo del nostro territorio una politica che metta in primo piano le istanze promosse dalla cittadinanza in un periodo di vera crisi democratica; una politica che sia in grado di valutare quando un bando pubblico sia davvero utile ai cittadini o quando invece la sua realizzazione non sia funzionale solamente agli interessi di pochi; un governo del territorio che attraverso il confronto con la cittadinanza possa gestire al meglio i finanziamenti sempre minori che le amministrazioni circoscrizionali ricevono a livello comunale e dagli investitori.

Siamo certi, Presidente Vizzani, che questi problemi si faranno sempre più pressanti e Lei avrà la possibilità di scegliere due strade o quella della legalità formale agita contro i cittadini a difesa delle lobby e dei diktat finanziari, o quella della giustizia sociale, dell’equità e della partecipazione. Altre soluzioni non si intravedono. Noi naturalmente lavoriamo per la seconda opzione, per un’uscita dalla crisi che parli di beni comuni, difesa dei nostri territori, creazione di nuove forme di welfare in particolare per le fasce sociali (giovani, precari, inoccupati, disabili). È giunto il momento di scegliere da che parte stare, dalla parte della rendita o da quella della vita, sperando vivamente che le nostre idee e riflessioni siano da Lei prese in considerazione, le chiediamo di ritirare il bando per l’assegnazione delle ultime dieci spiagge libere del nostro amato litorale.

Movimento Cinque Stelle Roma XIII

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