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Semplificazione delle norme per le fonti rinnovabili

Il Faro on line - Una vera e propria semplificazione normativa per le imprese energeticamente efficienti. Questa la strada che ha scelto di percorrere la Regione Lazio, per consentire di realizzare un piano finanziario d'investimento, a breve e medio termine, volto all'innovazione energetica. A sottolineare questa azione è l’assessore regionale all’ambiente e sviluppo sostenibile Marco Mattei in  occasione degli Stati generali sulle energie rinnovabili, svoltosi al Circolo del Foro italico: “Lo sviluppo delle rinnovabili rappresenta infatti un valore prezioso per il nostro territorio. Se consideriamo il fotovoltaico possiamo dire che fino ad oggi risultava strano che nei nostri territori fosse stato difficile far partire lo sviluppo del settore: la vincolistica legislativa – ha dichiarato Mattei - strozza le imprese e le dissuade dalla crescita degli investimenti. La missione ambiziosa che ci siamo dati, prima fra tutti il presidente Polverini, riguarda di realizzare una tabella di marcia che stabilisce tempi certi alle imprese che vogliono investire, certezza sull'iter organizzativo, eliminazione degli ostacoli sulle autorizzazioni. Risposte necessarie che le imprese ci stanno chiedendo a gran voce dopo un periodo in cui ha albergato il radicalismo ambientale che paradossalmente non ha fatto bene all'ambiente. Le questioni poste con forza dalle aziende sono la detassazione, lo snellimento procedurale e l'incremento delle rinnovabili: a queste questioni – ha concluso Mattei -  le direttive in campo ambientale dettate dalla UE ci daranno un grande aiuto come ha specificato in parecchie occasioni il vicepresidente Antonio Tajani. Pensiamo dunque alle rinnovabili come il core business delle nostre imprese”. Secondo una recente indagine curata dall’Eures nel Lazio, nonostante il lieve aumento dei consumi elettrici coperti da fonti rinnovabili (rappresentavano il 3,9% nel 2008 e i 5,8% nel 2009), i risultati raggiunti appaiono ancora insufficienti (7% nell’ultimo anno). Tra le regioni italiane il Lazio si colloca in terzultima posizione per incidenza delle fonti “alternative”, precedendo la Liguria e l’Emilia Romagna, a fronte dei valori più alti registrati in Valle d’Aosta (309,6% dei consumi elettrici totali) e in Trentino Alto Adige (163,5%).
Marco Staffiero

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