Seguici su

Cerca nel sito

“Bando rifiuti? L’ennesima farsa del sindaco Canapini”

I dubbi del Pd: “Cosa cambierà dunque rispetto a prima? Come farà la nuova società a fornire un servizio più efficiente con gli stessi soldi?”

Più informazioni su

Il Faro on line – “L’ennesima rappresentazione del premio Oscar Canapini è scivolata via ancora una volta, infarcendo la città con le buone intenzioni e annunciando al mondo il nuovo bando per il servizio di raccolta rifiuti che metterà una pezza al servizio scadente che da nove anni ci propina”.
E’ quanto si legge in un comunicato del Gruppo consiliare del Partito democratico che pone alcune domande: “Primo: l’appalto costerà alle casse comunali nove milioni di euro. Gli stessi che l’amministrazione virava alla ex Municipalizzata per un servizio che per vari motivi è sempre stato zoppicante e non all’altezza, criticato duramente dal sindaco. Con una variante però: ulteriori postille, lo spazzamento e lo smaltimento dei materiali pericolosi inclusi nel prezzo, visto che si tratta di una’Ati, associazione temporanea di impresa, filantropica. Cosa cambierà dunque rispetto a prima? Come farà la nuova società a fornire un servizio più efficiente con gli stessi soldi? Se non bastavano prima non basteranno neanche ora. Forse si risparmierà su qualche punto del bando e quindi la differenziata sarà rinviata? O forse trattandosi di privati stringeranno sul personale e sugli ex della Fiumicino Servizi? O ci sarà un nuovo aumento della Tarsu, la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani già ritoccata del 40 per cento un paio d’anni fa?. L’aumento della Tarsu: che fine hanno fatto quei soldi? Non servivano per migliorare la raccolta rifiuti e avviare una massiccia campagna informativa per invitare i cittadini alla raccolta differenziata e a non sporcare? Parole del sindaco e all’epoca assessore Proietti”.

“Secondo dubbio: raccolta al 65 per cento come previsto dalle normative europee e da quelle regionali. Ce la faremo? Evidentemente no. Siamo ormai a un passo da marzo e il servizio sperimentale a Parco Leonardo, a detta della società che ha vinto l’appalto, non sarà pronto prima di 180 giorni, sei mesi. Un rapido calcolo: obiettivo raccolta differenziata al 65 per cento fallito. E siamo a due”.

”Terzo dubbio: il cambio di psso promesso da Gesenu e Paoletti, due delle tre società che compongono l’Ati, l’associazione temporanea d’impresa che prenderà il posto della Fiumicino Servizi, che oggi hanno criticato aspramente l’operato della Multiservizi. Peccato che il 67 per cento della nuova società fosse già proprietaria delle quote della Fiumicino Servizi. Quindi o siamo di fronte al bue che dice all’asino cornuto, oppure si tenta di mistificare una realtà chiara: a vincere l’appalto sono stati gli stessi soci privati che gestivano il vecchio servizio di raccolta rifiuti definito per loro stessa ammissione fallimentare, chiedendo gli stessi soldi che pretendevano prima. Le facili conclusioni sono a portata di mano”.

“Ultima considerazione: l’Ati non ha in mano nessun permesso ambientale per operare sul servizio di raccolta rifiuti. Niente di niente. Una domanda, come si dice, nasce spontanea: ma a cosa è servita questa presentazione in pompa magna? A presentarci cosa? Un nuovo libro dei sogni e abbindolare ancora i cittadini? Evidentemente sì. E come spesso si sottolinea in questi casi: il tempo sarà galantuomo. Vedremo alla prova dei fatti. Per ora di dubbi ce ne sono davvero molti”.

Più informazioni su