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Indagine Eures Upi. Uno spiraglio di luce viene da Viterbo

Il Faro on line - Il sistema economico della Provincia di Viterbo appare caratterizzato negli ultimi anni da importanti cambiamenti che investono il tessuto produttivo, con effetti diretti e indiretti sul mercato del lavoro, sull’apertura ai mercati esteri e sulla ricchezza disponibile. In termini di tendenza generale, il sistema economico locale appare esposto alle criticità indotte dalle trasformazioni dell’economia globale e dal conseguente ridimensionamento del sistema Italia; al tempo stesso, tuttavia, la presenza di alcuni segnali positivi (nell’occupazione, nel turismo, nella cultura), almeno nel breve periodo, costituiscono il presupposto su cui poggiare le basi per una effettiva inversione di ciclo. Questo in sintesi il contenuto dell’indagine dell’Eures-Upi sul rapporto 2011 delle province del Lazio. Lo studio presentato oggi nella sede della provincia di Viterbo punta l’attenzione sul territorio. In maniera più dettagliata l’occupazione vede un aumento dell’1,7% ed un consistente calo del tasso di disoccupazione di 1,1 punti percentuali (dall’11,7% del 2009 al 10,6% nel 2010), che pure permane insieme a quello di Latina, il più alto della regione.

Resta tuttavia particolarmente marcata la difficoltà di accesso al mercato del lavoro della componente femminile della popolazione, penalizzata da un tessuto produttivo  (e culturale) ancora scarsamente inclusivo: nel 2010 nella provincia di Viterbo il tasso di occupazione maschile risulta infatti pari al 71,1% (come nel 2009), mentre quello femminile si attesta sul 38,1%, con uno scarto di genere di 33 punti (pur in crescita rispetto al 37,3% del 2009). Positivo, almeno in termini relativi, il dato dell’occupabilità dei laureati dell’Università della Tuscia. Sulla base dei dati disponibili, infatti, ad un anno dal conseguimento della laurea trova impiego il 51,8% dei dottori: un valore, questo, superiore sia a quello dei principali atenei laziali sia alla media nazionale (48,7%). Per quanto riguarda l’aspetto prettamente economico, la provincia di Viterbo appare caratterizzata da una ulteriore crescita del numero delle imprese (38.430 le registrate, con una crescita dello 0,4% rispetto alle 38.286 del 2010); una espansione, questa, che tuttavia si accompagna ad una crescente difficoltà di presenza sul mercato, con un aumento del tasso di insolvenza e dei protesti.

Il settore agricolo, pur indebolito, rimane il più virtuoso del Lazio in termini di contributo al valore aggiunto complessivo (340 milioni di euro nel 2009, pari al 5,2% del totale provinciale, a fronte dell’1% su base regionale). Strettamente legata ai mutamenti del sistema produttivo locale è l’internazionalizzazione commerciale, con un’importante ripresa dell’export nel 2010 (+17,8%), seguita tuttavia al calo del 26% registrato nel 2009, e accompagnata da una crescita straordinaria delle importazioni (+52%). Peraltro proprio nel 2010 la provincia di Viterbo rileva per la prima volta una situazione di deficit della bilancia commerciale. In termini più generali il contributo delle esportazioni al Pil continua a presentare valori molto contenuti (3,7%), a fronte dell’8,7% regionale e del 21,8% in Italia, peraltro in forte calo rispetto al 5,8% del 2000 ed al 5,4% del 2005. Positivo, inoltre,  il risultato del turismo, con un aumento del 35% degli arrivi e del 58,4% delle presenze: una dinamica, questa, che coinvolge sia la componente italiana della domanda (+36,8% gli arrivi e +67% le presenze), sia quella straniera  (+26,9% e +28.6%). Per quanto riguarda le dinamiche migratorie nella provincia, si evidenzia come anche nel 2011 prosegua il processo di crescita e integrazione della componente straniera residente che, al 1 Gennaio 2011 (dati Istat), si attesta a 28.393 unità, pari all’8,9% della popolazione residente totale (posizionandosi al 41° posto nella graduatoria delle province italiane per incidenza dei residenti stranieri e al secondo posto nel Lazio dopo Roma). A tale riguardo i dati resi disponibili dal Ministero della Pubblica Istruzione registrano (anno scolastico 2009/2010) 3.819 alunni stranieri iscritti nelle scuole della provincia di Viterbo (pari al 5,9% del totale regionale), con un aumento dell’8,7% rispetto all’anno precedente (+5,1% nel Lazio), che raggiunge il 60,2% nel confronto con il 2005/2006. Dati allarmanti arrivano sul fronte della sicurezza stradale, dove la Provincia di Viterbo vede  un incremento del numero di incidenti stradali (+3,2%, da 840 a 867), dei feriti (+3,6%, da 1.302 a 1.349) e soprattutto dei decessi (+66,7%, da 21 a 35 morti). Anche in termini relativi Viterbo presenta un’incidenza dei morti (4 decessi ogni 100 incidenti stradali) superiore a quella media regionale e nazionale (pari rispettivamente a 1,6 e 1,9).

Relativamente alla sicurezza legata alla criminalità, dunque all’incolumità fisica del cittadino, nella provincia di Viterbo nel 2010 si registra un incremento del 2,1%  dei reati denunciati (da 10.526 a 10.747); tale andamento è del tutto in linea con  l’aumento regionale (+7,2%) dell’ultimo anno, per il quale il valore dei reati si configura come uno dei più alti dell’ultimo decennio. Sebbene la provincia registri, dopo Rieti, il minor numero di reati in termini assoluti, in termini relativi (33,7 casi ogni 1.000 abitanti) si colloca in una posizione intermedia rispetto alle altre province del Lazio, rilevando peraltro un aumento dell’indice (era pari a 33,2 nel 2009). Osservando la dinamica dei furti nel Lazio si segnala una forte crescita nel corso del 2010 (+10,8% rispetto al 2009), raggiungendo quota 4.719, in aumento del 9,7% rispetto ai 4.303 dell’anno precedente. Diminuiscono invece, da 1.328 casi del 2009 a 1.133 nel 2010 (-14,7%), gli episodi di litigiosità e violenza quotidiana  (quei reati di diversa gravità come le lesioni dolose, l’ingiuria, le percosse e le minacce, la cui rilevazione è utile ad inquadrare il livello di coesione sociale di una collettività). In diminuzione risultano anche le rapine (da 77 a 50, pari a -35,1%).
Marco Staffiero

 

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