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In aumento i casi di stalking

Il Faro on line - “Solo il 65% delle persone denuncerebbe un caso di stalking, mentre tra coloro che optano per una non denuncia, il 70% indica come motivazione la mancanza di sicurezza nel periodo successivo e il 30% ha persino paura di non essere creduto dalle forze dell’ordine. Il 95% chiede che sia istituito per gli stalker un percorso di risocializzazione dato che solo nel 60% dei casi le misure cautelari fermano la recidiva dei presunti autori (uno su tre dopo la denuncia continua a perseguitare la vittima)”. Questi sono i dati emersi da una ricerca condotta nella città di Roma dall’Osservatorio nazionale stalking e dall’Associazione italiana di psicologia e criminologia (Aipc), comunicati oggi presso la sala Gonzaga del Comando generale della Polizia Roma Capitale, durante la presentazione del progetto ‘Centro presunti autori di violenza e di stalking’, promosso dall’Assessorato alle Politiche sociali e Famiglia della Regione Lazio, dalla Commissione Politiche per la Sicurezza di Roma Capitale e dal Sindacato di Polizia Coisp.

Progetto che consiste in uno sportello di ascolto e consulenza e percorsi di ri-socializzazione individuali e di gruppo per presunti autori di violenza e stalking, nonché incontri di supervisione e formazione per gli operatori socio sanitari e della sicurezza. “Secondo dati rilevati dall’Osservatorio nazionale stalking, inoltre - continua la nota – uno stalker su tre, dopo la denuncia (e talvolta dopo la condanna) continua imperterrito a perseguitare la vittima, spesso con una ferocia maggiore al periodo precedente; non di rado questa condotta sfocia in atti gravi, tra cui l’omicidio della perseguitata.

Questa è una delle maggiori ragioni che hanno causato da gennaio 2010 a gennaio 2011 a una flessione del 25% nelle richieste d’aiuto. In generale, le motivazioni che le vittime adducono per la mancata denuncia sono sostanzialmente di quattro tipi: la sfiducia verso le autorità (nessuna garanzia di sicurezza o protezione dopo la denuncia), la paura di peggiorare la situazione persecutoria, la difficoltà a far fronte alle spese legali in quanto il patrocinio gratuito non è previsto per tutti e il fatto di voler aiutare il presunto autore senza farlo condannare, dato nel 90% circa è un conoscente o un familiare”. “Per rispondere a questo quadro – conclude la nota - dal 2007 l’Osservatorio Nazionale Stalking ha istituito il Centro Presunti Autori, che si pone l’obiettivo di recuperare gli stalker con percorsi di psicoterapia mirati. I persecutori risocializzati, ad oggi, sono 130: il 40% ha raggiunto un completo contenimento degli atti persecutori, nel 25% dei casi si è verificata una significativa diminuzione dell’attività vessatoria, della recidiva e la prevenzione degli agiti più gravi”.

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