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Salone: “Campagna elettorale fatta di chiacchiere e toni accesi”

"Matarazzo, Mammoletta, Esposito e altri: vi sfido in pubblico su programmi e proposte"

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Il Faro on line – Antonio Salone e la Lista civica Uniti per Gaeta ribadiscono con fermezza e determinazione che la partecipazione alla vita politica ed amministrativa di una città significa impegno, lavoro, sacrificio, contributo di idee e proposte.

“I fiumi di parole che in questi giorni inondano le pagine dei quotidiani locali – ha spiegato Salone – non sono altro che fumo negli occhi, aria fritta. Ne sono protagonisti partiti, vecchi e nuovi, miracolosamente rifioriti o sbocciati in questa primavera 2012 ed altrettanto clamorosamente pronti a presentare la giusta ricetta per i mali che afflliggono il territorio gaetano o magari nuove, originali,ispirate progettualità. E di conseguenza il cittadino qualunque si interrogherà sul perché tali personaggi in questi anni non abbiano posto le loro capacità, le loro doti, la loro intelligenza al servizio della città. Pare, secondo taluni nostri competitors, che la città, amministrativamente parlando, negli anni raimondini abbia vissuto, per usare una metafora, nel buio assoluto, nelle tenebre. Mi chiedo allora, perché da parte loro far mancare questa luce, che quantomeno avrebbe garantito miglior sorte alla città?”

“Perchè privarci del loro apporto, di una sorte di piccolo neo Illuminismo, che ci avrebbe liberato da una triste oscurità? Purtroppo il dato è uno solo, assolutamente inconfutabile e senza dubbio riconducibile ad una logica penosa e squallida. Se si vincono le elezioni o quantomeno si arriva a sedersi sull’ambìto scranno di consigliere comunale, un certo attivismo, ma non diamolo per scontato, ci può essere. Nel caso,ahimè, di fato amaro e quindi di bocciatura alle urne, allora partiti ed aspiranti inquilini del Palazzo si eclissano per cinque anni. Di loro non se ne sa più nulla. Mi appello quindi alla nostra gente, ai gaetani, affinchè condannino una volta per tutte un certo modo di fare poco serio ed opportunista, che non contempla affatto il bene della città”.

“I gaetani neghino i consensi a questi professionisti della politica e specialisti dell’ultim’ora senza cuore e sensibilità. Riguardo la campagna elettorale in corso, Uniti per Gaeta vuole soffermarsi su un altro aspetto. “Accanto ad alcuni candidati sindaci non di primo pelo politico – ha dichiarato Salone – vi è una nutrita rappresentanza di vecchiume anche tra i candidati alla carica di consigliere comunale. E’ una delusione, anziché al nuovo che avanza, ci troviamo al cospetto di un ritorno al passato. Se alcuni partiti come recita qualche slogan, mirano effettivamente al bene della città, e voglio crederci, lo dimostrino subito, coi fatti. Sono ancora in tempo a lasciare a casa, a mettere definitivamente in soffitta candidati bolliti, logori, poco motivati ed a dare spazio ai giovani. Altro che minestre riscaldate, Gaeta ha bisogno di freschezza e nuova linfa, di vitalità in politica, di idee innovative che solo dai giovani possono venire. Io stesso mi sono battuto perché Uniti per Gaeta non annoverasse al suo interno politici datati.”  

Infine Salone intende formulare una proposta. “Finora la contesa elettorale, al di là di un deprecabile inasprimento dei toni, sta facendo registrare un’enormità di sterili chiacchiere- ha sostenuto il leader di Uniti per Gaeta – Di contenuti manco l’ombra. Mi rivolgo attraverso la stampa, ai vari Matarazzo, Esposito, Mammoletta , Paone e ad altri candidati: perché non ci confrontiamo sui programmi, sulle cose concrete da portare avanti per l’immediato e per il futuro di Gaeta? In tal modo l’elettorato gaetano potrebbe meglio valutare e ponderare la propria scelta. Noi, ad esempio, in questi giorni stiamo parlando di impegno per il sociale, di  possibili soluzioni per il problema casa nonché di  agevolazioni di iniziative che mettano i giovani in grado di crearsi opportunità lavorative. E voi di cosa parlate, del nulla o soltanto di accordi, future spartizioni? Sfidiamoci in tv o in  pubblici dibattiti, saranno poi gli elettori a giudicarci”.

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