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L’infanzia al primo posto

Il Faro on line - “Un manifesto rivoluzionario per creare davvero una società a misura di bambino”. Questo l’obiettivo del ‘Manifesto per una visione bambinocentrica del mondo’, presentato dall’Assessore alle Politiche sociali e Famiglia della Regione Lazio, Aldo Forte, insieme a don Antonio Mazzi e alla presidente della Fondazione Movimento Bambino Onlus e dell’Osservatorio regionale sulla famiglia, Maria Rita Parsi, durante l’Incontro mondiale delle Famiglie in corso al Milano Congressi. All’incontro, moderato dalla vaticanista di RaiNews24 Vania De Luca, sono intervenuti anche il magistrato Alfonso Sabella, il professore della Cattolica di Milano Pier Cesare Rivoltella, e il Garante dell’Infanzia del Lazio, Francesco Alvaro. “Qui alla Fiera internazionale delle Famiglie, - ha detto Forte – mi sarei atteso una partecipazione maggiore da parte delle istituzioni. Invece, a parte la Lombardia che ospita la manifestazione, il Lazio è l’unica Regione presente. Significa che in molti parlano di famiglia, ma in pochi attuano politiche concrete. Nel Lazio abbiamo messo in campo un Piano famiglia da 60 milioni di euro. Mentre questo manifesto vuole essere un invito alle altre Regioni a seguirci e, soprattutto, un appello al governo affinché ponga la questione dell’infanzia al primo posto”.

“Può sembrare un manifesto fatto per i sognatori, - ha aggiunto Forte – invece vuole essere una base culturale in un momento in cui i diritti per l’infanzia sono stati dimenticati nel nostro Paese. Il governo non può tagliare i fondi del sociale. Bisogna incentivare le reti sociali, valorizzare il volontariato. Alla prossima Conferenza delle regioni porterò questo documento: serve un impegno comune”. I primi tre punti del manifesto per una visione ‘bambinocentrica’ del mondo, affermano che i bambini sono anzitutto persone con precisi diritti che vanno rispettati. Il manifesto invita a superare la visione ‘Adultocentrica’ del mondo verso quella ‘Bambinocentrica’ che ‘rappresenta l’unica vera e ultima Rivoluzione possibile”. Come? Ponendo Il primo passo è ‘porre al centro dell’attenzione sociale la Famiglia’, modificando ‘radicalmente la scala di priorità degli investimenti dei governi e rivoluzionando totalmente il modo di vivere familiare e sociale’. A cominciare ‘dall’utilizzo diverso del tempo, soprattutto quello lavorativo, dei genitori e degli educatori’. Solo in questo modo si potrà realizzare un mondo ‘davvero a misura dei bambini’.

“Non è una semplice dichiarazione d’intenti, - ha dichiarato Parsi – daremo attuazione al manifesto con azioni mirate grazie alla collaborazione tra Osservatorio e assessore. Il nostro è un progetto di crescita rivoluzionario, perciò riteniamo indispensabili politiche a sostegno della maternità, della scuola, dei luoghi di aggregazione. In tutti gli ambiti, compreso quello della giustizia, è importante considerare i tempi dei bambini”. “Il pensiero – ha dichiarato don Mazzi – va ai bambini in Emilia sotto le tende, che in questi giorni hanno subito uno stress grandissimo”. “Ho aderito a questo manifesto – ha aggiunto don Mazzi – perché oggi non sappiamo più sorridere. Il dato triste è che oggi non si fanno più figli perché i figli ‘rompono’, questo è assurdo. Dobbiamo ricordarci, invece, che i bambini riescono a tenere vivo anche un cimitero, ma purtroppo c’è troppo cimitero in giro. Bisogna creare un mondo con l’atmosfera dei bambini, anche perché i servizi che ci sono oggi non li avevamo in passato, ci vuole un clima diverso, anche in politica. Dobbiamo tornare a leggere in maniera diversa la nostra società, in maniera positiva, i bambini sono i soli che possono insegnarcelo”.

Sulla stessa linea Rivoltella che ha affermato “Trascorriamo quattro ore e mezza al giorno al telefono, tra chiamate, sms e internet. Per attuare un mondo a misura di bambini, dobbiamo prima di tutto tornare a occuparci massicciamente degli adulti. Dobbiamo educare forzosamente gli adulti, perché oggi sono soprattutto le relazioni che non funzionano”. Un’attenzione che Sabella, con la sua testimonianza di storie di infanzia rubata, quelle dei figli di boss della mafia, di latitanti, pentiti, detenuti e magistrati, ha chiesto anche nell’ambito della giustizia, dove “i bambini non vanno strumentalizzati, ci vuole una giustizia a misura di bambino”. Infine Alvaro ha sottolineato come per creare un mondo a misura di bambino “Non si può parlare solo di sussidi o ricoveri. Ci vogliono altre risposte, come quelle che ad esempio l’assessorato sta realizzando nel Lazio sull’affidamento che, non solo costa un terzo delle strutture, ma offre ai bambini l’opportunità di crescere nell’amore di una famiglia”.

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