Seguici su

Cerca nel sito

“Caso limantria: sollecitiamo un intervento da mesi”

La replica dell'Ente Parco Nazionale del Circeo

Più informazioni su

Il Faro on line – L’Ente Parco Nazionale del Circeo, anche in riferimento ad articoli di stampa che titolano in merito alla “Emergenza bruchi” sostenendo “impossibile disinfestare senza l’ok del Parco”, chiarisce i termini della questione. “Mi pare indispensabile chiarire che l’Ente Parco in una prima fase è stato l’unico soggetto che si è interessato del problema, e tentativi di far ricadere eventuali responsabilità di inerzia su di esso sono ingenerosi, oltre che scorretti” afferma il Direttore dell’Ente, Giuliano Tallone.

L’anno scorso l’Ente, a fronte dei primi allarmi sul fenomeno, che si ripete a scadenze circa decennali e per 2-3 anni, come ampiamente descritto nella letteratura scientifica, ha effettuato un sopralluogo congiunto con l’allora Sindaco di San Felice Circeo, al Centro Storico, tenendo monitorata la situazione. Nell’inverno scorso l’Ente Parco ha svolto con il proprio scarsissimo personale, proprio cosciente del problema, un attento monitoraggio scientifico, con rilevante impegno degli scarsi mezzi a disposizioni dell’Ente che, lo ricordiamo, ha solo sei dipendenti. 

L’Ente Parco, dopo alcuni contatti informali nel mese di marzo, ha chiesto per iscritto il 13 aprile al Comune di interessarsi del problema, visto che dagli esiti del monitoraggio appariva chiaro che quest’anno nell’area del Promontorio (di proprietà privata e comunale) il fenomeno sarebbe stato molto più vasto. Nella stessa data l’Ente segnalava la questione agli organi di stampa con un dettagliato comunicato che inquadrava la questione in modo corretto dal punto di vista tecnico-scientifico, anche al fine di evitare inutili allarmismi. Il 14.04 u.s. la notizia è stata ripresa sinteticamente da Latina Oggi e diffusamente dalla Provincia e dal Messaggero, nessuno può quindi svegliarsi quasi due mesi dopo “scoprendo” la questione. L’Ente Parco ha sollecitato per scritto il 20 aprile la Regione Lazio e il Comune di San Felice Circeo, che sono i soggetti competenti ad intervenire, trasmettendo  gli esiti  del monitoraggio scientifico effettuato, per segnalare l’emergenza. Il Comune (precedente amministrazione) prima delle elezioni non ha fornito alcuna risposta formale, e sono stati invece presi contatti informali. Il Parco ha quindi ottenuto dopo molti solleciti un incontro con la Regione Lazio, Servizio Fitosanitario, il 9 maggio (il comune è stato informato, ma non ha partecipato).

Nella riunione il Servizio Fitosanitario della Regione Lazio ha affermato in sintesi che: 1) il fenomeno è naturale, ha ciclicità decennale e presenta 2-3 anni di picco; 2) non provoca danni permanenti al bosco; 3) ipotetici interventi di controllo diffusi sono impensabili, per questioni tecniche e per costi, sono invece possibili interventi limitati vicino alle zone urbane; 4) per l’attuazione degli interventi sono competenti i comuni (non l’Ente Parco). Il giorno 14 maggio il Servizio Fitosanitario Regionale ha effettuato un sopralluogo (da noi richiesto) con l’Ente Parco e il Comune. La Regione ha quindi scritto in data 25 maggio indicando le modalità dell’intervento concordate nel sopralluogo. A tutt’oggi dal Comune non è arrivato alcun riscontro formale  in merito, anche se sappiamo  dai giornali che l’Assessore Coppola ha attivato un intervento nei pressi del paese, che è l’unico concretamente possibile. 

Conclude il Direttore dell’Ente: “È falso che l’Ente Parco non abbia dato permessi, nessuno li ha chiesti e comunque viste le dimensioni del problema certo siamo disponibili a valutare con gli altri enti interessati ogni intervento necessario. Viste alcune specifiche segnalazioni di cittadini, proprio nell’area a monte del Centro Storico, si ritiene che si possa ulteriormente intervenire su queste specifiche localizzazioni, soprattutto per prevenire possibili reazioni allergiche in soggetti predisposti, che sono le uniche situazioni di reale attenzione per le quali sono necessari interventi diretti. La letteratura scientifica e la Regione ci dicono che per la foresta non ci sono rischi di danni permanenti, ci auguriamo che sia davvero così, ma un intervento di larga scala oltre che costosissimo e sarebbe notevolmente complesso, come dimostrato da altre esperienze precedenti”.

Più informazioni su