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“Nel municipio XIII scuole vittime dei tagli: mancano le classi a tempo pieno”

La denuncia di Giulio Notturni, coordinatore romano Giovani Cambiare davvero, e di Angela Caprara, referente territoriale Axa-Malafede Cambiare davvero

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Il Faro on line – Drammatica la situazione delle scuole nel municipio XIII. In particolare, a soffrire maggiormente per la mancanza di strutture sono i “nuovi” quartieri di Axa-Malafede-Villa Fralana, dove vivono molte giovani coppie con bambini. In questi giorni i genitori stanno raccogliendo delle firme da presentare al sindaco Gianni Alemanno per chiedere più sezioni a tempo per le scuole per l’infanzia e per la prima classe delle elementari, oltre all’assunzione di personale docente e di sostegno. A denunciare il problema, sostenendo la manifestazione che si svolgerà domani davanti alla Regione Lazio, Giulio Notturni, coordinatore romano Giovani Cambiare davvero, ed Angela Caprara, insegnante e referente territoriale Axa-Malafede Cambiare davvero.

La situazione – Tagli continui nelle scuole del municipio XIII dove i genitori forniscono addirittura carta igienica e sapone. Plessi degradati e mancanza conclamata di soldi per assicurare anche la manutenzione ordinaria di porte, finestre e bagni. Nel caso della materna Pegaso di via Euripide, all’Axa, si è dovuti arrivare alla decisione estrema di chiuderla e poi demolirla su indicazioni della Asl RmD, intervenuta dopo le sollecitazioni della  scuola e dei genitori. Per contro, vi sono invece delle strutture nuovissime, con moderni  impianti d’allarme utili a proteggere i materiali acquistati faticosamente nel tempo grazie a donazioni o premi, che non sono mai state attivate e che sono preda dei ladri. O anche sofisticati impianti idrici che a causa della mancata regolarizzazione di un timer non sono mai entrati in funzione, impedendo così l’irrigazione dei giardini delle scuole. 
“Ed ai solleciti”, spiega Angela Caprara, “di solito né i docenti né i genitori ricevono risposte adeguate da parte degli organi comunali  competenti, nonostante i fax di sollecito.  Paradossalmente, nella scuola di via Ghiglia, aperta sei anni fa, non si può ancora utilizzare  l’ascensore, utile per i disabili o per chi temporaneamente non può salire le scale,  perché nessuno ha provveduto al collaudo”.  

“Eppure”, prosegue la referente territoriale Axa-Malafede di Cambiare davvero, “alla scuola si continua a chiedere tanto. Per docenti ed Ata aumenta sempre più il carico di lavoro senza che ad esso corrisponda un adeguato aiuto da parte delle istituzioni. Non c’è, purtroppo, riconoscimento del valore della meritocrazia. Si chiedono ore in più di lavoro ma non esiste il rimborso spese per gli acquisti dovuti o per il pagamento delle ore di straordinario”.

“In compenso”, aggiunge Giulio Notturni, “si spendono 30.000 euro solo per il trimestre aprile/giugno per una società della Multiservizi che ha sostituito, peraltro con pessimi risultati, i vecchi “bidelli” addetti alle pulizie della scuola. Insomma”, conclude, “oggi più che mai la scuola è in balia del vortice dei tagli e dei risparmi.  Nessuna motivazione per i lavoratori e nessun aiuto all’utenza ed ai genitori-lavoratori grazie alle scuole a tempo pieno, costringendo le famiglie a ricorrere a quelle private”. “Cosa manca? Manca la volontà da parte delle istituzioni di valorizzare il ruolo della scuola dandogli  la priorità che merita in quanto fonte di cultura e democrazia, base di ogni civiltà evoluta proiettata al futuro”, conclude Giulio Notturni.

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