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Pagliuca: “B4a, c’è una sola soluzione: fateci costruire”

"Devono finire le assurdità di vincoli che esistono per i terreni ma non per le case, di soldi presi per un'edilizia impossibile da realizzare. La politica cerchi di essere razionale, e apra i cantieri subito. Poi ci sarà modo di terminare l'iter amministrativo". 

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Il Faro on line – “E’ dal 2005 che i cittadini di Fiumicino che hanno un terreno sottoposto a vincolo esondazione, quelli ormai conosciuti a tutti come B4a, pagano come se quei terreni fossero edificabili quando non lo sono affatto. E l’ingiustizia, dopo mesi di discussioni, chiacchiere, promesse dei politici, frenate e accelerate, è rimasta tale. Non sono slogan, sono numeri- Per mille metri di terreno B4a quest’anno si pagano 340 euro di acconto, addirittura qualcosina in più dello scorso anno. Altro che riduzioni…”L’amara (e piuttosto incavolata) riflessione è di Fabrizio Pagliuca, del Comitato Spontaneo B4a, all’indomani delle dichiarazione sull’Imu uscite dal Consiglio comunale. “Sia chiara subito una cosa – prosegue Pagliuca -: non è che la gente non vuole pagare, ma vuole pagare per qualcosa di reale e non solo ipotetica. Fateci costruire, dateci l’opportunità di iniziare i lavori, sbloccate la situazione realmente, e nessuno farà un fiato. Ma con le prese in giro è ora di dire basta”.”Ci hanno detto che ora dobbiamo pagare, cioè per l’ennesima volta la politica ha rimandato in avanti qualunque effettiva decisione per non gravare sulle tasche di chi possiede un bene diverso da come lo considera il Comune.; ma attenzione, non è una regola che vale ovunque. In altre città d’Italia il sindaco ha esentato dal pagamento ingiusto coloro i quali avevano il terreno vincolato, rimanendo legati a parametri agricoli. A Fiumicino questi non si è fatto, ma si è detto intanto di pagare il dovuto, e poi dopo settembre, se non sarà diventato effettivo il superamento dei vincoli, si penserà alla riduzione. Ma sarà veramente così? E come mai potrà realizzarsi l’effettivo superamento dei vincoli a settembre se già ci hanno detto che i lavori per la strada argine inizieranno ad ottobre? Allora il ragionamento è semplice: o ci stanno prendendo in giro, e non siamo disposti a subire passivamente, oppure c’è la possibilità di costruire nelle more della realizzazione della strada argine, e allora non si vede perché dobbiamo aspettare la fine dell’anno. Ripeto: ciò che interessa a tutti è sbloccare la situazione dei cantieri, così come già fatto in passato su altri terreni sottoposti a vincolo. Ovviamente con tutte le indicazioni e le  postille del caso”.Pagliuca scende poi anche sul piano meramente economico: “Sottolineiamo anche il fatto che chiederemo il rimborso dell’Ici indebitamente pagata negli anni scorsi. Sono soldi prelevato indebitamente, che devono tornare nelle tasche dei cittadini. Chi ha sbagliato paghi, ma non devono certo essere sempre e solo i cittadini a farlo. Ci hanno chiesto soldi su terreni che le stesse istituzioni considerano a rischio mortale, e dove peraltro – come accade in tutta l’Isola sacra, vivono migliaia di persone. Allora si abbia il coraggio di abbattere l’Imu sulle case al 50%, visto che insistono su zone a rischio di morte e dunque il loro valore catastale certamente va parametrato con questa caratteristica, oppure – se ne sono capaci – facciano evacuare l’intera Isola Sacra e mettessero le tendopoli nei campi sportivi fino alla soluzione del problema. E’ impensabile – conclude Pagliuca – sostenere che il problema esiste per costruire ma non esiste per pagare, esiste in una strada ma non influenza il pagamento dell’Imu su quella stessa strada”.
Angelo Perfetti
 

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